8 agosto 2022
Aggiornato 23:30
La firma del «Trattato del Quirinale»

Mario Draghi: «Italia e Francia insieme per un'Europa più forte»

Rafforzare l’Europa ripartendo dai rapporti bilaterali tra Francia e Italia. Sembra essere questo il filo rosso che lega le clausole del Trattato del Quirinale

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Il «Trattato del Quirinale» rafforza la cooperazione tra due Paesi, Italia e Francia, storicamente, culturalmente, politicamente ed economicamente legati, ma è anche, se non soprattutto, la base per dare nuovo slancio e guida all'Unione europea. Così il presidente del Consiglio Mario Draghi spiega l'intesa sottoscritta a Roma insieme al presidente francese Emmanuel Macron, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, uno dei principali fautori dell'accordo.

Con l'intesa che «segna un momento storico», i due Paesi sono «ancora più vicini» e si impegnano a sviluppare rapporti bilaterali più forti in economia, giustizia, cultura, politiche giovanili. Ma soprattutto a porre le basi per creare una nuova leadership europea, finita l'era di Angela Merkel. «Il senso più profondo di questo Trattato - ha spiegato in conferenza stampa Draghi - è che la nostra sovranità, intesa come la nostra capacità di indirizzare il futuro, può rafforzarsi solo attraverso una gestione condivisa delle sfide comuni. Oltre a consolidare le nostre relazioni bilaterali, l'accordo vuole infatti favorire e accelerare il processo di integrazione europea».

A maggior ragione alla vigilia di una fase fondamentale e delicata, come quella della revisione del Patto di stabilità, su cui Roma e Parigi hanno una visione comune. Il Patto di Stabilità e le regole europee di bilancio «in vigore prima della pandemia avevano già dimostrato la loro insufficienza, da quando è cominciata la crisi finanziaria aggravavano il problema. Oggi la revisione è inevitabile», ha sottolineato il premier, ribadendo che «le nuove regole devono riflettere un passato che bisogna correggere e un futuro da disegnare. Tutto questo va fatto con l'Ue ma è importante che i Paesi si dotino di strumenti più forti e in questo modo Italia a Francia pensano di procedere».

Altro punto centrale di discussione all'interno dell'Unione è il tema della difesa comune, su cui entrambi i Paesi vogliono procedere insieme. «Cercare la sovranità europea - ha spiegato il presidente del Consiglio - significa voler disegnare il nostro futuro come lo vogliamo noi europei, non ce lo vogliamo far disegnare da altri. Per essere sovrani occorre che l'Europa sappia proteggersi e difendere i propri confini: bisogna creare una vera difesa europea. Questo Trattato aiuta questa creazione di una difesa comune che è complementare alla Nato, non è sostitutiva: un'Europa più forte fa una Nato più forte».

Altro tema «caldo» è quello dei migranti, con i due Paesi uniti nel riconoscere «la necessità di una politica di gestione dei flussi e d'asilo condivisa a livello europeo, basata sui principi di responsabilità e solidarietà».

«I nostri obiettivi - ha concluso Draghi - sono quelli dell'Ue: lotta al cambiamento climatico, la transizione ecologica fatta con giudizio e rapidità, la transizione digitale, la ricerca di una sovranità europea. Il Trattato permette di dotare l'Ue di strumenti che la rendano più forte».

(con fonte Askanews)