9 agosto 2022
Aggiornato 01:00
L'accordo Italia-Francia

Firmato il «Trattato del Quirinale»: i punti salienti del testo

Dodici articoli in cui si prova a delineare il modo in cui Francia e Italia dovranno centrare gli obiettivi elencati. Punto per punto, vediamo le parti che a nostro avviso sono maggiormente rilevanti

Il Presidente francese, Emmanuel Macron con il Presidente del Consiglio, Mario Draghi
Il Presidente francese, Emmanuel Macron con il Presidente del Consiglio, Mario Draghi Foto: Palazzo Chigi

Il presidente del Consiglio Mario Draghi e il presidente francese Emmanuel Macron hanno firmato iermattina a Roma il 'Trattato del Quirinale', alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

«Il trattato firmato stamani segna un momento storico nelle relazioni tra Francia e Italia che consolidano ulteriormente la loro vicinanza, i loro legami commerciali, politici, diplomatici, culturali. Da oggi siamo ancora più vicini», ha detto Draghi, ringraziando in modo particolare Mattarella. «Questo Trattato consacra un nuovo capitolo e consentirà di costruire su basi storiche una casa franco-italiana, un nuovo capitolo storico che apriamo nei nostri rapporti», ha aggiunto Macron. A suggellare la nuova 'alleanza', c'è stato una lunga stretta di mano tra i tre leader, mentre le Frecce tricolori hanno sorvolato il Quirinale disegnando i colori delle due bandiere.

Nel trattato (valido a tempo indeterminato e composto di 12 articoli) Italia e Francia ribadiscono la loro «comunità di destini» fondata sui «valori di pace e sicurezza, rispetto della dignità umana, dei diritti umani e delle libertà fondamentali, della democrazia, dell'eguaglianza e dello Stato di diritto» nell'ottica di una «società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità di genere». I due Paesi richiamano «la loro adesione al multilateralismo e ad un ordine e a relazioni internazionali che si basano sul diritto e sull'Organizzazione delle Nazioni Unite» e il loro «impegno storico e costantemente riaffermato a favore dell'unità europea» per «un'Europa democratica, unita e sovrana per rispondere alle sfide globali».

Per far questo i due Paesi «s'impegnano a sviluppare il loro coordinamento e a favorire la sinergia tra le rispettive azioni a livello internazionale» e si «consultano regolarmente con l'obiettivo di stabilire posizioni comuni e di agire congiuntamente». In particolare riconoscendo il Mediterraneo come loro «ambiente comune», Italia e Francia «sviluppano sinergie e rafforzano il coordinamento su tutte le questioni che influiscono sulla sicurezza, sullo sviluppo socio-economico, sull'integrazione, sulla pace e sulla tutela dei diritti umani nella regione, e sul contrasto dello sfruttamento della migrazione irregolare».

In ambito di sicurezza e difesa, «s'impegnano a promuovere le cooperazioni e gli scambi sia tra le proprie forze armate, sia sui materiali di difesa e sulle attrezzature, e a sviluppare sinergie ambiziose sul piano delle capacità e su quello operativo» e «si consultano regolarmente sulle questioni trattate rispettivamente dall'Unione Europea e dalla Nato». Inoltre «sviluppano la cooperazione nel settore dell'accrescimento di capacità d'interesse comune», si impegnano «a rafforzare la cooperazione tra le rispettive industrie di difesa e di sicurezza, promuovendo delle alleanze strutturali» e «rafforzano la collaborazione nel settore spaziale».

Italia e Francia, si legge ancora nel Trattato, «agiscono insieme per un'Europa democratica, unita e sovrana e per lo sviluppo dell'autonomia strategica europea e «si consultano regolarmente e a ogni livello in vista del raggiungimento di posizioni comuni sulle politiche e sulle questioni d'interesse comune prima dei principali appuntamenti europei».

In materia di migranti, Italia e Francia «s'impegnano a sostenere una politica migratoria e d'asilo europea e politiche d'integrazione basate sui principi di responsabilità e di solidarietà condivise tra gli Stati membri, e che tengano pienamente conto della particolarità dei flussi migratori verso le loro rispettive frontiere, marittime come terrestri» e per questo i Ministeri degli Affari Esteri e dell'Interno «istituiscono un meccanismo di concertazione rafforzata, con riunioni periodiche su asilo e migrazioni». Anche sulla giustizia, Italia e Francia si impegnano «ad approfondire la cooperazione tra le rispettive amministrazioni giudiziarie» costituendo «un foro di consultazione regolare» a livello ministeriale.

In materia di collaborazione economica sono incoraggiati «gli scambi tra i rispettivi attori economici, garantendo la promozione di una crescita equa, sostenibile e inclusiva» con «progetti congiunti per lo sviluppo di startup, piccole e medie imprese o grandi imprese», anche con un Forum di consultazione fra i Ministeri competenti per l'economia, le finanze e lo sviluppo economico, che si riunirà con cadenza annuale. L'intesa sottolinea anche «l'importanza di garantire delle condizioni di lavoro e di retribuzione dignitose a tutti i lavoratori» con «un salario minimo adeguato» e «una piena parità tra uomini e donne». Italia e Francia, poi, «riconoscono l'importanza della loro cooperazione bilaterale nella costruzione dell'Europa dello spazio» e per «migliorare le loro capacità di operare congiuntamente nello spazio» entrambi «sviluppano e promuovono la cooperazione bilaterale a livello industriale, scientifico e tecnologico, in particolare nel quadro dell'Unione Europea e dell'Agenzia Spaziale Europea».

Nei settori dell'istruzione e della formazione, dell'istruzione superiore, della ricerca e dell'innovazione, Roma e Parigi «s'impegnano a favorire la mobilità tra i due Paesi in tutti questi settori, in particolare attraverso il programma europeo Erasmus+». Proprio per quanto riguarda i giovani, sarà lanciata «una strategia comune» per «incoraggiare l'impegno e la mobilità», anche istituendo «un programma di volontariato italo-francese intitolato 'servizio civile italofrancese'.

Nell'ambito della cooperazione transfrontaliera, i due Paesi si impegnano «a facilitare la vita quotidiana degli abitanti di questi territori», ad approfondire «la loro cooperazione in materia di sicurezza» e a favorire «lo sviluppo sempre più integrato di una rete di trasporti transfrontaliera ferroviaria, stradale e marittima».

Per verificare l'attuazione del Trattato ed esaminare «ogni questione prioritaria d'interesse reciproco», ogni anno si terrà un vertice intergovernativo. Inoltre, «un membro di Governo di uno dei due Paesi prende parte, almeno una volta per trimestre e in alternanza, al Consiglio dei Ministri dell'altro Paese».

(con fonte Askanews)