13 agosto 2020
Aggiornato 17:00
Emergenza coronavirus

Il Governo approva il decreto «Cura Italia». Conte: «Diga protettiva ma non basterà»

Il Premier: «Questo decreto non basta, ma il Governo è presente oggi e domani». Gualtieri: «Ad aprile un altro decreto, siamo già al lavoro per ulteriori interventi di sostegno all'economia e al lavoro»

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ROMA - Il governo ha messo in campo una «manovra economica poderosa», qualcosa che rappresenta un «modello» anche sul fronte della politica a sostegno dell'economia. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al termine del Consiglio dei Ministri che ha approvato il maxi-decreto a sostegno di imprese e famiglie per fronteggiare l'emergenza Coronavirus. «Stiamo offrendo una nostra risposta, anche sul terreno economico. Possiamo parlare di modello italiano non solo per la strategia di contrasto alla diffusione del virus, ma anche per quanto riguarda la strategia di politica economica». Ha aggiunto Conte: «Siamo stati i primi a mettere in campo 25 miliardi di euro a beneficio delle imprese e delle famiglie e attiviamo flussi complessivi per 350 miliardi. Una manovra economica poderosa».

«Nessuno deve sentirsi abbandonato»

«Il governo è vicino alle imprese, agli artigiani, ai liberi professionisti, alle mamme, ai papà, ai nonni, a tutte le donne e gli uomini che fanno sacrifici per il bene più alto: la salute pubblica. Nessuno deve sentirsi abbandonato, oggi l'approvazione del decreto lo dimostra: lo Stato è qui. Queste misure di sostegno e spinta sono concreta testimonianza della presenza dello Stato», ha aggiunto.

«Sono davvero orgoglioso della nostra comunità, che ho l'onore di guidare in un frangente così complesso. Ci sono tanti italiani in trincea: negli ospedali, nelle fabbriche, nelle farmacie, alle casse dei supermercati. Tanti sono a casa e li sostengono dal balcone, dalle finestre, cantando l'Inno nazionale. Dobbiamo essere davvero orgogliosi di essere italiani, insieme ce la faremo».

«In UE strategia condivisa e solidarietà vera»

«La partita europea va giocata con spirito di collaborazione, con una strategia condivisa di aiuto, di solidarietà vera che vogliamo mettere in campo. Confidiamo che tutti gli stati membri ci seguiranno». Lo ha detto il presidente del Consiglio annunciando che «fra qualche minuto sarà in videoconferenza con i G7» e sottolineando che occorre «agevolare e sostenere gli Stati in questa fase stanno facendo tutto ciò che serve».

«Serviranno ingenti investimenti per ricostruire»

«Serviranno nuove misure per ricostruire un tessuto economico e sociale fortemente intaccato dall'emergenza, con un piano di ingenti investimenti che dovremo promuovere con una rapidità mai conosciuta prima, attraverso semplificazione, innovazione, alleggerimento delle tasse. Stiamo offrendo la nostra risposta per il sistema economico. Parliamo quindi di 'modello italiano' non solo sul contrasto sanitario al virus ma anche sulla politica economica per far fronte alla grande emergenza economica e sociale».

«Con questo decreto noi non esauriamo il nostro compito in economia, siamo consapevoli che non basterà, ma voglio dire a lavoratori, imprese e famiglie che oggi il governo risponde presente e lo farà anche domani».

Gualtieri: «Già al lavoro sul decreto di aprile»

«Stiamo già stiamo lavorando al decreto aprile» dove ci dovrebbe essere la possibilità «non solo di confermare ma anche di rafforzare ulteriormente gli interventi di sostegno all'economia e al lavoro». Lo ha detto il ministro dell'economia, Roberto Gualtieri, al termine del Consiglio dei ministri che ha varato il decreto «marzo».

Nel maxi-decreto varato dal consiglio dei ministri c'è una «fortissima iniezione di liquidità del sistema del credito che può mobilitare circa 340 miliardi di finanziamenti all'economia» reale. Questo finanziamento all'economia reale si concretizzerà con «la sospensione delle rate di prestiti e mutui con le garanzie pubbliche al credito, sia con il potenziamento del fondo di garanzia, sia con il meccanismo del fondo Gasparini con la sospensione della rate di mutui dei lavoratori autonomi o di chi ha perso il lavoro, sia con una garanzia pubblica che può consentire al sistema bancario di sospendere le rate dei prestiti o finanziamenti», ha spiegato il ministro.