25 giugno 2019
Aggiornato 21:30
Terremoto Centro Italia

«I terremotati paghino le tasse, chi non ha i soldi faccia un mutuo». Con le banche «amiche»...

Una lettera shock è stata inviata dalla commissaria De Micheli ai cittadini delle zone colpite dal sisma. Che nasconde molto altro...

Il segretario del Pd Matteo Renzi con il commissario straordinario alla ricostruzione delle aree colpite dal terremoto, Paola De Micheli, e il sindaco di Arquata del Tronto Aleandro Petrucci
Il segretario del Pd Matteo Renzi con il commissario straordinario alla ricostruzione delle aree colpite dal terremoto, Paola De Micheli, e il sindaco di Arquata del Tronto Aleandro Petrucci ( ANSA )

CAMERINO - Nuova linfa per la ricostruzione post sisma, ma che i cittadini paghino le tasse, e pure subito. Sembra fantascienza ma non lo è affatto quanto sta accadendo nel cosiddetto «Cratere», la zona che raggruppa i 140 comuni colpiti e danneggiati dal sisma del Centro Italia: il 12 gennaio, infatti, è stato finalmente siglato un accordo di finanziamento da 350 milioni per supportare i progetti di ricostruzione delle aree colpite dai terremoti del 2016 e 2017. Alla firma c'erano il vice governatore per la strategia finanziaria della Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa (Ceb), Carlo Monticelli, l’amministratore delegato della Cassa depositi e prestiti (Cdp), Fabio Gallia, il ministro Pier Carlo Padoan e il commissario straordinario per la ricostruzione Paola De Micheli.

Il ruolo di Cassa Depositi e Prestiti
Le risorse messe a disposizione da Ceb confluiranno nel plafond Sisma Centro Italia di Cassa Depositi e Prestiti e attraverso intermediari finanziari saranno destinate a famiglie e imprese per i lavori di ricostruzione. Ci sono "i primi timidi risultati della fase della ricostruzione – ha commentato Paola De Micheli – i numeri non sono ancora roboanti ma danno la dimensione di un’attività concreta. Sulla ricostruzione privata abbiamo già attivato 600 cantieri. Le istituzioni collaborano bene, ho fiducia per il futuro». «Facciamo queste cose per avere un impatto sulla vita delle persone», ha ricordato Padoan nel complimentarsi «con tutte le istituzioni coinvolte. La parola chiave è «fiducia». Mettere a disposizione risorse per avviare una ricostruzione può sembrare «un’operazione semplice», ma «qui si fa un lavoro quotidiano che spesso non fa notizia. Fa notizia la ‘cattiva notizia’, ma il lavoro quotidiano della ricostruzione meriterebbe attenzione maggiore».

"Dal 16 dicembre dovete pagare"
A proposito di notizie, il via libera al finanziamento è un segnale importante? Più o meno. Senza commentare in questa sede il coinvolgimento di Cdp, di cui abbiamo avuto modo di scrivere spesso (per esempio a proposito del Comune di Brescia che ha deciso di farle causa per gli elevatissimi tassi di interesse praticati su un mutuo contratto per la realizzazione della metropolitana), il problema è un altro. Da un lato la De Micheli dà il là per la ricostruzione, ma dall'altro intima ai cittadini di pagare i tributi. Politica e manager, piddina convinta, già assessore al Bilancio e al personale del Comune di Piacenza, poi Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e oggi commissario straordinario per la ricostruzione succeduta a Vasco Errani, la De Micheli ha inviato poco prima di Natale una lettera ai sindaci dei territori terremotati di Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria ricordando loro l'incombente scadenza. Dal 16 dicembre dovranno ricominciare a pagare le tasse i titolari di reddito di impresa e di lavoro autonomo e gli esercenti attività agricole, ha dichiarato a gran voce.

Non hai soldi? Fai un mutuo (le banche te le consigliamo noi...)
E se non hanno liquidità? «Prendete mutui» consiglia amichevolmente la commissaria. E c'è di più: arriva persino a suggerire di accendere finanziamenti con banche specifiche: insomma, nella lettera compare una vera e propria lista di istituti di credito, consigliata dall’Esecutivo, aderenti a una convenzione (la cosiddetta Plafond Moratoria Sisma Centro Italia) stipulata tra lo Stato, tramite la Cassa Depositi e Prestiti, e l’Associazione delle Banche Italiane (Abi). I crediti concessi avranno dunque la garanzia dello Stato e verranno erogati «a tassi agevolati da istituti come Intesa Sanpaolo e Monte dei Paschi di Siena. Oppure da banche locali quali Bcc del Velino, Bcc di Basciano, Bcc di Spello e Bettona, la banca dei Sibillini. In particolare – riporta sempre la lettera in questione – «i soggetti titolari di reddito di impresa e di reddito di lavoro autonomo e gli esercenti attività agricole possono chiedere alle banche un finanziamento agevolato per il pagamento dei tributi 2017 e 2018″. La Cassa Depositi e Prestiti «erogherà i fondi alle banche contraenti che, a loro volta, procederanno all’erogazione dei finanziamenti sui conti correnti intestati ai singoli beneficiari».

E' sempre più amore tra Pd e banche
Inutile dire che la reazione dei cittadini è stata di rabbia. Terre ancora drammaticamente in ginocchio, con oltre 30mila sfollati e tanti piccoli imprenditori alla ricerca di una normalità che tarda a tornare, un'economia al collasso e servizi di base di difficile accesso, persino prese in giro. Dopo il danno, la beffa. «Riteniamo gravissimo – ha detto su Cronachemaceratesi.it Francesco Pastorella, coordinatore, assieme a Francesca Mileto, dei comitati Terremoto Centro Italia che raggruppa 98 comitati delle quattro regioni colpite – che il commissario De Micheli e il Governo non si rendano conto di come le predette categorie non siano ancora nelle condizioni di produrre, generare profitti e quindi pagare le tasse». Inoltre, la lettera inviata ai sindaci è «emblematica della lontananza abissale della politica dalle reali esigenze dei terremotati e delle piccole imprese». «Si preoccupassero di preparare incentivi e interventi strutturali per evitare la chiusura delle aziende (quasi 2mila) e la perdita di posti di lavoro (quasi 20mila) anziché proporre convenzioni con le solite banche» denuncia qualcuno. E' quantomeno curioso, per usare un eufemismo, che i terremotati vengano costretti a pagare i tributi e, per poterlo fare, siano costretti, e vengano invogliati, a indebitarsi con le banche. Banche "amiche", ovviamente: una passione, quella della sinistra per le banche, che come vi avevamo raccontato qui viene da lontano e non tramonta mai.