18 dicembre 2018
Aggiornato 18:00

Air Force Renzi: ecco quanti posti di lavoro avrebbero salvato quei 150 milioni

L’A340 di Etihad si è confermato uno dei tanti simboli della «casta renziana». I soldi spesi, però, potevano essere utilizzati diversamente

Matteo Renzi con la moglie Agnese
Matteo Renzi con la moglie Agnese (ANSA)

ROMA - Quanto è costato alla fine l’aereo di Stato su cui nei mesi si sono concentrate tantissime voci, più o meno fondate? I dubbi, finalmente, sono stati spazzati via dal Fatto Quotidiano che pochi giorni fa ha chiarito come la spesa per il quadrimotore abbia raggiunto i 150 milioni di euro. La cifra è contenuta in un documento del ministero della Difesa escluso dal report inviato in Parlamento – che parla di un noleggio da Etihad che dura fino al 2023.

La rabbia degli ex Ams - Altro che normalissimo aereo di linea: quello che hanno provato a dipingere come un «jet senza effetti speciali» in realtà è costato tanti bei soldini: pubblici, ovviamente. Se l’utilizzo di questi fondi può dar fastidio a qualsiasi cittadino, ci sono dei lavoratori che questa storia proprio non la digeriscono. Sono gli oltre 200 ex dipendenti della Ams, Alitalia Maintenance System, un tempo vera e propria eccellenza italiana specializzata nella revisione dei motori aerei e che da un anno e mezzo ha ceduto i suoi asset alla IAG.

Mistero su IAG - Sull’acquirente in realtà regna una sorta di mistero: oltre alla provenienza dell’imprenditore colombiano che gestisce questa piccola società americana, si sa che la cifra sborsata per rilevare gli asset della ormai ex Ams sia stata di 3milioni e 600 mila euro. «Oggi – fanno sapere Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Ugl trasporto aereo – centinaia di lavoratori che hanno esaurito i benefici degli ammortizzatori sociali dei quali ne avrebbero fatto sicuramente a meno pur di avere un lavoro, si trovano a fare i conti con un futuro incerto e con la paura di non farcela più vista la poca attenzione da noi registrata delle istituzioni».

Non solo Ams - Eppure, oltre ad Ams, di aziende da salvare ce n’erano molte. «Preso atto – prosegue la nota dei sindacati – che sono 3milioni e 600 mila gli euro spesi da un acquirente americano per rilevare gli asset della ormai ex Ams, lasciando dietro di sé ancora molti lavoratori, riteniamo che il governo avrebbe potuto, se ci fosse stata volontà, investire i 150 milioni di euro spesi per l’aereo di Stato, per salvare anche altre numerose aziende in difficoltà». Le organizzazioni sindacali, dunque, chiedono che ci sia un’inversione di tendenza «mettendo al primo posto il capitale umano anziché favorire operazioni di maquillage volte solo a nascondere enormi falle di sistema. I lavoratori della ormai ex AMS così come tanti altri, meritano di poter dare ancora un loro contributo per la crescita del paese sia dal punto di vista economico che di know how. Questo ultimo aspetto purtroppo, troppo spesso poco considerato in Italia».