27 giugno 2019
Aggiornato 04:30
Elezioni amministrative

Ostia, Esposito (Pd) al DiariodelWeb.it: «Nostro risultato decoroso. CasaPound? Ecco perché mi preoccupa molto»

Il senatore del Partito democratico, già commissario nel litorale romano, ai nostri microfoni minimizza la sconfitta nel voto del municipio, e chiude all'ipotesi di un passo indietro di Renzi

ROMASenatore Stefano Esposito, lei che è stato commissario del Pd a Ostia come valuta il risultato di queste elezioni?
Il dato principale è che i cittadini di Ostia sono sfiduciati, non credono che nulla possa cambiare: non si spiega in altro modo questa affluenza, se non con la rassegnazione. E comunque, dopo 18 mesi di amministrazione Raggi, e di sostanziale immobilismo sulle vicende locali, che oggi vengono scaricate sul commissario prefettizio, il Movimento 5 stelle, che pure perde molti voti, rimane il primo partito.

E per il Partito democratico?
Per me è un risultato decoroso. Rispetto ad un anno fa abbiamo mantenuto la stessa percentuale di voti, ma con una compagine molto rinnovata e un candidato presidente perbene. La vicenda dell'ex presidente Tassone (condannato nel cosiddetto processo Mafia capitale, ndr) ha pesato: speravo che i due anni di commissariamento del partito e i segnali di cambiamento potessero aiutare.

E le vicende nazionali quanto hanno pesato?
Su Ostia non tantissimo. Questo è un voto ancora più locale di quello siciliano.

Anche se i risultati sembrano essere abbastanza in linea.
Forse per casualità. Ma il voto di Ostia ha caratteristiche peculiari, come l'8% di CasaPound, che non è nazionale.

La preoccupa?
Molto. Non dimentichiamoci che hanno avuto l'endorsement del capostipite della famiglia Spada (il clan che controlla il territorio di Ostia, ndr), e che sono fascisti con le caratteristiche peggiori. Adesso sarà interessante capire se uno dei due candidati al ballottaggio cercherà quei voti: mi auguro di no. Invece mi sembra molto deludente il risultato della sinistra radicale, che si è scissa dal Pd.

Anche loro possono avere giocato un ruolo nel calo del Pd?
Potevano fare una scelta diversa. Un pezzo di quella sinistra, vorrei ricordarlo a Fassina, è stata quella che ha più urlato, insieme a CasaPound e a parti del M5s, contro il commissariamento, definendolo un esproprio del voto popolare. Mi pare che i cittadini di Ostia, del diritto di voto, ne abbiano fatto a meno, vista la percentuale di affluenza.

Dalle parole che dice mi sembra di capire che non la consideri tanto una sconfitta del Pd.
Lo è per ragioni evidenti, visto che siamo arrivati terzi e non siamo al ballottaggio. Ma se analizziamo la situazione di Ostia per il mio partito mi aspettavo addirittura qualcosa di meno.

Ma vista la contemporanea sconfitta anche in Sicilia, che riflessione si deve aprire? L'ipotesi di una rinuncia di Renzi a candidarsi premier è auspicabile?
Renzi ha proposto di aprire un tavolo per la coalizione. Io sono uno di quelli che crede che una coalizione si costruisca a partire da un contenuto comune. Invece mi pare che l'unico obiettivo della sinistra sia quello di far fuori Renzi, quindi non credo che su questa base si possa costruire un'alleanza. Il Pd non ha ad oggi una figura più forte di Renzi da mettere in campo: se deciderà di fare un passo indietro sarà una sua scelta. Io, se fossi in lui, mi concentrerei piuttosto sulla ricostruzione del partito e della sua capacità di stare capillarmente sul territorio. Se non facciamo questo, potremo avere anche il miglior leader del mondo, ma ci continuerà a mancare un pezzo significativo della nostra storia e del nostro modo di essere. Il tema di Renzi è importante soprattutto per D'Alema, Bersani, Civati, Fratoianni e Fassina: ma pensa che gli italiani siano così stupidi da credere che, se lo sostituiamo con qualcun'altro, tutto quello che è successo in questi mesi sarà dimenticato?

Se non si riesce a fare la coalizione, l'unica alternativa resta quella di allearsi con Berlusconi, peraltro appena ri-indagato per le stragi di mafia.
Non ho mai creduto all'accordo con Berlusconi. Tutti quelli che ne parlano non conoscono la legge elettorale: il centrodestra andrà unito nei collegi, quindi non ci saranno neanche i numeri per un accordo Pd-Forza Italia che raggiunga la maggioranza, né alla Camera né al Senato. Per me è un'emerita stron...a.

Quindi come se ne esce?
Lo vedremo. Il centrodestra ritiene di poter raggiungere da solo il 38-40%.

E voi?
Dobbiamo puntarci. Ad oggi non posso dirle di sì, perché mi tratterebbe come un infermo di mente. Ma la politica è l'arte del possibile. L'unica cosa che non va fatta è costruire coalizioni posticce per paura di perdere, perché gli italiani non sono stupidi.