Lavoro

Bolkestein, il Governo boccia la mozione di FdI: a rischio migliaia di lavoratori. Meloni: «Il Pd esegue gli ordini dell'UE»

Ieri a Montecitorio il governo Gentiloni ha bocciato la mozione presentata da Fratelli d'Italia, Lega Nord e Forza Italia per escludere gli ambulanti, i balneari e le guide turistiche dall'obbligo delle gare

Il governo Gentiloni ha bocciato la mozione di FdI sulla Bolkestein.
Il governo Gentiloni ha bocciato la mozione di FdI sulla Bolkestein. (ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

ROMA – Il governo Gentiloni ha detto «no» alla mozione di Fratelli d'Italia, Lega Nord e Fi sulla direttiva comunitaria Bolkestein. La mozione chiedeva di escludere dall'espletamento dell'obbligo della gara pubblica ambulanti, balneari e guide turistiche per salvaguardare i loro posti di lavoro. Ma ieri la Camera ha bocciato la proposta di FdI, Lega Nord e Fi lasciando inalterati gli articoli 7 e 16 del decreto legislativo n.59 del 2010. Cosa succede ora a queste categorie di lavoratori italiani? La direttiva Bolkestein prevede la semplificazione delle procedure amministrative e burocratiche per esercitare temporaneamente un’attività commerciale dentro uno dei paesi comunitari, costringendo i commercianti italiani – dotati di regolari licenze già acquistate - a partecipare ai nuovi bandi per ottenerne il rinnovo (che prima della Bolkestein era automatico). Ma le graduatorie dei bandi non terranno più conto né dell’anzianità né la professionalità.

Cosa cambia con la Bolkestein
Le categorie di lavoratori italiani coinvolge nella rivoluzione Bolkestein temono soprattutto le ondate di «prestatori di servizi» stranieri (alias commercianti concorrenti) nei periodi in cui si lavora di più. Un venditore ambulante tedesco, spagnolo, greco, rumeno avrà lo stesso diritto di vedersi temporaneamente aggiudicata una licenza con la quale un commerciante italiano si è guadagnato da vivere per decenni. L’avverbio «temporaneamente» non è stato usato a caso: la direttiva Bolkestein riguarda esclusivamente lo svolgimento di un servizio temporaneo.

Cosa temono i commercianti ambulanti italiani
Ma poiché le licenze sono evidentemente limitate non ci sarà spazio per tutti e molti, moltissimi salteranno il giro. Restando senza lavoro per un periodo più o meno lungo e, probabilmente, proprio durante i periodi in cui speravano di poter lavorare di più. Questa prospettiva, per i commercianti italiani che già patiscono la crisi economica, non può che essere vissuta con rabbia e sgomento. Il commercio ambulante nazionale, fatto di piccole e piccolissime imprese locali nella maggior parte dei casi a conduzione familiare, entrerà probabilmente in crisi.

Meloni: Giù le mani dal lavoro italiano
Tanta la rabbia della leader di Fratelli d'Italia: «Il no del Pd e del Governo alla mozione di Fratelli d’Italia sulla direttiva Bolkestein dimostra che questa gente non sta a Palazzo Chigi per difendere l’Italia, ma per svenderla ai poteri forti e alle multinazionali», ha postato Giorgia Meloni sul suo profilo Facebook. «Avevamo chiesto di escludere ambulanti, balneari e guide turistiche da questa delirante direttiva, ma il Pd ha eseguito gli ordini dell’Europa e ha negato giustizia a decine di migliaia di lavoratori che ora rischiano di vedersi scippate le proprie aziende – prosegue la leader di FdI - . Giù le mani dal lavoro italiano».

Lega Nord: Il Pd si piega all'UE
«Il governo prende in giro e mette in ginocchio migliaia di ambulanti pur di accettare passivamente una direttiva europea che non tiene minimamente conto delle specificità del nostro Paese – rilancia il deputato della Lega Nord Stefano Allasia - . Evidentemente, però, questa maggioranza alla logica e al lavoro di migliaia di persone ha preferito essere serva dei potenti di Bruxelles. Con buona pace di un settore che conta 190 mila aziende e 630 mila persone occupate». Alla denuncia del Carroccio si unisce anche quella di Forza Italia: «Pd e governo non si occupano dei problemi del Paese reale. Con il voto contrario alla nostra mozione sulla direttiva Bolkestein si sono resi responsabili dell'ennesimo atto irresponsabile nei confronti di due settori fondamentali della nostra economia nazionale: il commercio ambulante e le concessioni marittime demaniali", ha detto Pietro Laffranco, deputato di Forza Italia.