18 settembre 2019
Aggiornato 00:30

Salvini zittisce Weber: «Sceglieranno gli italiani, non la Germania»

Il capogruppo dei popolari europei è entrato a gamba tesa nel dibattito italiano sulla leadership del centrodestra e ha fatto lo sgambetto al leader della Lega Nord, che però risponde a tono.

Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, risponde a tono al capogruppo dei popolari europei.
Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, risponde a tono al capogruppo dei popolari europei. ANSA

BRUXELLES - Manfred Weber, capogruppo dei popolari europei, è entrato a gamba tesa nello scontro tutto italiano tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini per la leadership del centrodestra. E il segretario del Carroccio, a cui è stato fatto lo sgambetto, non ha tardato a far sentire la sua voce a Bruxelles. «Che Weber si occupi delle elezioni in Germania il 24 settembre; non abbiamo bisogno di consigli tedeschi per i cittadini italiani», ha replicato il leader della Lega dopo l'investitura data da Manfred Weber a Silvio Berlusconi come guida di un centro destra «pro-Europa» in Italia che «si riconosce nei valori del Ppe». L'intervista è stata rilasciata al Messaggero. Salvini, che ha parlato con alcuni giornalisti al termine di un convegno intitolato «Al di là dell'Ue», organizzato all'Europarlamento dal gruppo della destra nazionalista Enf, ha aggiunto: «Si preoccupi della sua Germania, non mi tocca quello che dice Weber, è l'ultima delle mie preoccupazioni. Sono gli italiani a scegliere, e gli italiani domenica hanno votato una coalizione dove nelle grandi città la prima forza in Consiglio comunale è quella della Lega. Quello che vuole o non vuole Weber i genovesi, i monzesi, i veronesi, i piacentini e gli alessandrini non lo tengono in considerazione». E comunque «sarà Berlusconi a dover scegliere».

A metà luglio si riunisce il centro destra
«Prima della pausa estiva, entro metà luglio - ha annunciato il leader della Lega - faremo un incontro nazionale per entrare nel merito del programma delle cose da fare». L'incontro lanciato da Salvini è «aperto a tutti quelli che si ritengono parte di quest'area di centro destra", per parlare di programmi concreti e non - sembra - della leadership, che il segretario del Carroccio definisce «una quelle menate lì che sono più di interesse giornalistico».Salvini, però, non abbassa il fucile puntato sull'ex Cav quando dice che «quando FI vota con il Pd gli accordi commerciali che danneggiano la nostra economia, come il Ceta, è Berlusconi che si tira fuori dalla coalizione».

Il programma di governo è quasi pronto
Salvini preferisce tuttavia puntare sui programmi: riforma della scuola, riforma della giustizia, riforma delle pensioni, e i rapporti con l'Europa, «che sono fondamentali perché, c'è modo e modo di essere popolari...», sottolinea. All'ordine del giorno c'è anche la flat tax, anche se servirà qualche limatura visto che la Lega Nord la vorrebbe al 15% e Forza Italia al 23%. Poi c'è l'immigrazione, che «è un disastro», come ribadisce Salvini. «Mi auguro che anche tutti i sindaci di coalizione siano altrettanto chiari sul 'no' all'arrivo di clandestini in qualsiasi comune amministrato dal centro destra. Su questo mi aspetto assoluta intransigenza e coerenza da parte di Fi, quando il prefetto chiamerà i sindaci. Assolutamente nessuna disponibilità.».