18 gennaio 2020
Aggiornato 05:00
Padania addio

Salvini e la metamorfosi della Lega: «Basta Nord, prima l'Italia»

Il Congresso della Lega Nord che si è svolto a Parma domenica scorsa ha consacrato la leadership di Matteo Salvini e marcato definitivamente l'inizio di una nuova era

Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini.
Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini. ANSA

MILANO – Il congresso della Lega che si è svolto domenica a Parma ha consacrato la rielezione del segretario del Carroccio, che ha (stra)vinto le primarie del partito dieci giorni fa con una maggioranza bulgara. Ma ha anche ufficialmente battezzato la nuova Lega Nord, quella di Matteo Salvini, che con le origini federaliste e il Senatur non ha più molto in comune.

Al via l'era di Matteo Salvini
E' cominciata ufficialmente l'era di Matteo Salvini. Quella del «Padre nobile» Umberto Bossi si è ormai conclusa. Il Senatur ha rivendicato con orgoglio di aver fondato la Lega Nord, ma al congresso del partito che si è svolto a Parma domenica scorsa è stato fischiato così tanto da essere costretto a chiudere in anticipo il suo intervento. La platea leghista è cambiata e con essa il Carroccio, che ha mutato identità ed è diventato un «partito personale» a immagine e somiglianza del suo leader indiscusso, Matteo Salvini. Il patricidio si è consumato per necessità, allo scopo di perseguire la vocazione nazionale di un partito che punta a governare e che, per riuscirci, ha dovuto sacrificare la sua vocazione federalista.

La metamorfosi della Lega Nord
La metamorfosi identitaria della Lega Nord è ben rappresentata dalla costola del partito esportata al Centro-Sud, che non a caso si chiama appunto «Noi con Salvini». E mentre la storia segue il suo corso, il segretario del Carroccio si dice pronto ad andare al Governo e a votare qualunque legge elettorale, purché gli italiani possano votare a settembre. Il sistema elettorale migliore, ha sottolineato Salvini, «è il maggioritario dove l'elettore sa chi elegge e dove chi vince vince e governa e chi perde fa l'opposizione». Salvini ha ribadito che «la legge elettorale è la cosa che mi entusiasma di meno» perché si dice «stufo del consultellum, il rosatellum, l'italicum, il proporzionale, lo spagnolo, il tedesco».

Salvini: Votiamo la legge elettorale e poi subito le elezioni
Quello che conta è votare la legge elettorale e poi andare ad elezioni, «perché il Governo sta litigando sui vaccini - io ho vaccinato i miei figli e io sono vaccinato - ma non si può, in un Paese normale, far passare il principio che se sei ricco puoi scegliere se vaccinarli o meno». L'ex Cavaliere, ha continuato, «è molto impegnato sul fronte animalista, ho visto che era alla fondazione del Partito animalista - per carità, mio figlio sabato è andato in un canile della bergamasca e ha portato a casa Baloo, simpatico, 3-4 mesi, va in giro, fa casino. Per chi maltratta gli animali prevedo la galera, ma c'è l'animale su due piedi, l'uomo - ha concluso Salvini - che in Italia in 7 milioni di casi vive in povertà, ed è su questo che vorrei confrontarmi. Non sapendo oggi se la risposta è sì o no vi dirò se ci sarà un'alleanza: io lavorerò per questo, perché il mio avversario è Renzi».