26 gennaio 2020
Aggiornato 12:00
'Cercare miglior accordo possibile, partendo da unità dei 27'

Gentiloni da Theresa May: la Brexit non sarà semplice, ma deve essere costruttiva

Il premier italiano Paolo Gentiloni ha fatto visita all'omologa inglese Theresa May a Londra. Dove hanno parlato di Brexit, Europa, e del futuro delle relazioni bilaterali

LONDRA - Il negoziato tra Europa e Gran Bretagna «non sarà semplice» ma dovrà essere «costruttivo e non distruttivo». Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, spiegando che nell'incontro a Downing Street con il primo ministro britannico Theresa May «abbiamo discusso del percorso necessario dopo decisione di abbandonare Ue. Sappiamo che non sarà negoziato semplice, sappiamo anche che dobbiamo affrontarlo in modo amichevole e costruttivo: non abbiamo alcun interesse ad un negoziato distruttivo tra Ue e Uk. Lo faremo cercando di mantenere l'unità dei 27 Paesi senza la quale è difficile arrivare a forme di accordo, e indirizzando questa unità verso il migliore accordo possibile».

Rispettiamo la Brexit
Gentiloni ha ammesso che «non abbiamo accolto con gioia» la Brexit, «ma la rispettiamo. Noi siamo impegnati a rilanciare l'Unione europea, rilanciando anche la necessità di avere livelli diversi di integrazione». Il premier ha poi rassicurato gli italiani che vivono in Gran Bretagna: «I loro diritti saranno rispettati e saranno trattatti bene. Il Regno Unito non abbandona l'Europa».

Non ci rassegniamo alla chiusura
Gentiloni ha sottolineato che «la cooperazione economica tra i due Paesi è molto importante, nella fase che ci attende», soprattutto in vista della «fase che sta attraversando l'Italia di crescita e ripresa, anche se ancora lenta rispetto a quello che avremmo voluto, ma prosegue un percorso di riforme e attuazione delle riforme. Lavoriamo in continuità con quanto fatto negli ultimi tre anni e con un approccio di stabilità per quello che deve essere fatto. E' molto importante la decisione che abbiamo preso di dare vita a incontri periodici tra i nostri due governi, tra i nostri due Paesi». Inoltre, ha aggiunto il premier, «non ci rassegniamo a un contesto internazionale di chiusura, lavoriamo invece a un contesto aperto. Certamente con il Regno Unito, ma anche a livello internazionale».

Rifugiati
La premier inglese Theresa May, nel corso della conferenza stampa congiunta con il primo ministro italiano Paolo Gentiloni a Londra, ha quindi annunciato l'arrivo, in Gran Bretagna, di «altri 20mila rifugiati». «Abbiamo dei programmi speciali per i bambini più vulnerabili che provengono dal Medio Oriente, dall'Africa e in particolare dalla Siria - ha aggiunto - Alcuni di loro saranno trasferiti dal centro Europa nel Regno Unito per riunirsi con le loro famiglie. La Gran Bretagna sta dando un significativo sostegno finanziario alla crisi umanitaria in Siria con 2,3 miliardi di sterline».