20 giugno 2019
Aggiornato 21:30
I poveri, la destra e il M5s

M5s, Airola: «Pronti a governare, subito al voto. Renzi? Medita vendetta»

Il Movimento 5 Stelle tenta la spallata definitiva. Ma riuscirà a non farsi stritolare dalla grande coalizione, o grande accozzaglia?

ROMA - In un originale articolo, Andrea Malaguti de La Stampa spiega che la destra, quindi in primis Movimento Cinque Stelle e Lega, dà voce ai poveri perché non ha nulla da dire. La destra non ha una posizione su Europa, Euro, migranti etc, quindi cavalca una pericolosa propaganda classista. I poveri, secondo l’articolista de La Stampa, sono di destra, almeno questo è quanto si evince dal titolo: «Caccia al consenso dei nuovi poveri: così Grillo spinge i 5 stelle a destra». La consecutio logica morale di tale affermazione non è chiara, anche se viene da sospettare che non sia molto elevata. Le «classi subalterne» della Fiat di corso Dante a Torino teorizzate da Gramsci, i raccoglitori di cotone del «Furore» di John Steinbeck sono quindi di destra, par di capire. E quindi di sinistra cosa sarebbero? I banchieri? Marchionne e gli Elkann? Confindustria? Clinton e Blair?  E' vero, i poveri votano per questa destra, anche se il M5s non si definisce tale, ma è altrettanto evidente che i ricchi e i ricchissimi votano Partito democratico.

I "poveri" cosa votano?
La mappa geografica del voto referendario a Torino, come per molte altre città e per l’intera penisola, mette in evidenza senza tema di smentita questa dimensione. I poveri, se si vuole elevare la riflessione, sono «materialisti» nel senso più alto e greco del termine. E quando non sono plagiati dalla propaganda governativa, tentano di fare il loro interesse materiale. Lo fanno in modo spesso inelegante, questo è certo. Come a Versailles, ad esempio, con le picche. E il loro interesse materiale, par di capire da quanto accaduto negli ultimi venti anni, non è quello delle banche, di Jp Morgan, di Soros, della Clinton, o di Maria Antonietta. Perché ricco e povero non sono sulla stessa barca, e il celebre apologo di Menenio Agrippa al riguardo altro non è che uno degli artifici più antichi e subdoli della storia.

Fuga da Renzi
Brucia la sconfitta da morire tra le file dei renziani. Il capo ha perso malamente, e ora gli avversari di sempre stanno dilagando verso i governo. La fuga da Renzi caduto e sanguinante è disordinata ed indecorosa, così come gli avvicinamenti a pochi giorni dal voto, convinti che il Sì avrebbe vinto e l'ineluttabilità renziana sarebbe durata decadi. Le parole di Pisapia, che vorrebbe riunire la sinistra che ha votato «No», lui che ha votato Sì, danno il metro della confusione percettiva che alberga da quelle parti. Non da meno l’incredibile Cacciari, portatore di una filosofia di nuovo conio («E' una puttanata ma la voto») dove, anche in questo caso, la consecutio logica è davvero sfuggente.

Movimento Cinque Stelle al governo?
"Siete pronti? Siete già caldi? Le parole di Madonna che salutarono il primo concerto italiano della sua carriera a a Torino, nel lontano 1990, sono il mantra di queste ore. Chiamo al telefono il senatore Alberto Airola del M5s. Sullo sfondo si sentono delle urla. Il M5s può appuntarsi al petto la medaglia della vittoria sul campo che in troppi tentano di contendergli. Ora si tratta di capire se sono in grado di sfruttare il momento e la debolezza degli avversari. Fedeli alla linea «mai alleanze» andranno da soli alle prossime elezioni che li vedranno con ogni probabilità vincere in termini di voti assoluti, ma in bilico per battaglia governativa, forse superati da un'alleanza, ma a voler essere ironici sarebbe meglio dire «accozzaglia», del «tutti contro Grillo».

Senatore Airola, si aspettava questo trionfo?
Non con queste proporzioni. Ho girato tutta l’Italia e ho notato che c’è molta stanchezza nella popolazione che aspetta decisioni di rottura. L’illusione renziana è terminata nel peggiore dei modi, e ora il Paese è più debole che mai. Una situazione molto complessa.

Voi siete pronti per governare?
Con umiltà posso dire di sì. Dopo l’approvazione di un Italicum corretto si può andare a votare con serenità: faremo vedere sul campo, se vinceremo, cosa sappiamo fare. Perché perdere ancora tempo: gli italiani hanno dimostrato con la partecipazione di massa di voler essere ascoltati in questo momento complesso. Ignorarli in questo momento significherebbe acuire quel sentimento di cui parlavo prima.

Un’alleanza Partito Democratico-Berlusconi è ancora possibile?
Sono sicuramente pronti per questa prospettiva che covano da tempo, nonostante i proclami belligeranti. Vinceremo anche contro questo schema, prima o poi.

Renzi è finito?
Renzi medita vendetta, per come l’ho conosciuto.

E Napolitano?
Napolitano comanda, come sempre. Scherzando si potrebbe dire che «Andiamo a comandare» è la sua canzone preferita.