13 novembre 2019
Aggiornato 01:30
Manovra finanziaria

Legge di Bilancio, le misure inciampate nel «No» del referendum

Dopo le dimissioni di Matteo Renzi e con l'ipotesi di un governo «congelato» sono a rischio alcune delle novità attese nella Legge di Bilancio: dall'intervento sul fondo di risoluzione per le banche salvate a quello sui fondi per la sanità

ROMA - Dal fondo di risoluzione delle banche alle risorse per Taranto, agli ecobonus per gli incapienti, fino agli enti locali. Il terremoto referendario rischia di condurre su un binario morto le modifiche alla legge bilancio che, in parte, erano state annunciate dallo stesso governo Renzi. Almeno se si concretizzerà l'ipotesi di un governo «congelato».

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L'intervento sul fondo di risoluzione
L'intervento più rilevante e atteso è quello sul fondo di risoluzione delle banche, peraltro vincolato a una scadenza temporale. Il governo puntava a riaprire la partita in Senato dopo che alla Camera la misura era stata prima stralciata e poi dichiarata inammissibile. Un capitolo che l'esecutivo avrebbe voluto risolvere entro la fine dell'anno per consentire il rifinaziamento del fondo in vista della cessione delle quattro banche, Carichieti, Cariferrara, Banca Etruria e Banca Marche.

La questione dei fondi per la sanità
Tanto da pensare anche ad un decreto ad hoc nel caso in cui il provvedimento non fosse entrato in manovra, un piano che potrebbe essere ripreso solo da un nuovo esecutivo. Sul tavolo era rimasta anche la questione dei fondi per la Sanità a Taranto dopo che un emendamento che stanziava 50 milioni di euro non aveva trovato spazio a Montecitorio. Rinviato al Senato anche l'eco-bonus per gli incapienti. La maggioranza puntava a dare loro la possibilità di cedere alle banche il credito d'imposta per i lavori nei condomini e per la messa in sicurezza sismica.

Il nodo delle risorse per l'emittenza locale
Poi gli enti locali: la discussione era stata rinviata al secondo passaggio parlamentare per dare il tempo di concludere il confronto tra governo e autonomie sulla ripartizione delle risorse. Infine il governo si era impegnato a risolvere a Palazzo Madama il nodo delle risorse per l'emittenza locale, da finanziare con il surplus arrivato con l'inserimento del canone Rai in bolletta, e a dare un nuovo "segnale" di aiuto al settore dei birrifici. Le «modifiche attese in Senato - rende noto una nota del Mef - sono importanti, ma piccole rispetto all'urgenza di approvare la legge di bilancio e mettere in sicurezza i conti oltre al decreto terremoto».Il nuovo governo, che verrà formato così velocemente, avrà modo di affrontare quanto è rimasto in sospeso.