16 febbraio 2019
Aggiornato 03:30
Referendum costituzionale

Lo scontro tra Landini e Renzi a In mezz'ora: «Passiamo da un bicameralismo perfetto a uno malfatto»

Confronto acceso l'altra sera a In mezz'ora di Lucia Annunziata su Rai3 fra Matteo Renzi e il segretario Fiom. Il premier: «Bisogna cambiare le cose, non difendere la casta come fate voi»

ROMA – Confronto acceso l'altra sera a In mezz'ora di Lucia Annunziata su Rai3 fra Matteo Renzi e Maurizio Landini che per un'ora si sono scontrati sulle ragioni del No o del Sì al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre.

Renzi e l'accozzaglia
Il premier si è scusato per aver definito «accozzaglia» il fronte del No, anche se poi non ha ritrattato, anzi: «Non sto dicendo che è un'accozzaglia chi non vota come me o per me. Sto dicendo: come può un'accozzaglia di persone e forze politiche totalmente diverse tra loro, che non la pensano allo stesso modo, costruire un'alternativa a questo governo? Se ho offeso qualcuno mi scuso, ma io intendevo fare un complimento. Volevo dire che la vicinanza contingente del sindacato con Casapound e Fratelli d'Italia era solo su questo referendum, ma non vedo una coalizione. Se preferisce non dico accozzaglia ma sostituisco con coalizione coesa. Io non ho definito accozzaglia chi non vota per me, ma sto dicendo come è possibile costruire un'alternativa con forze politiche totalmente diverse tra loro?».

«Da un bicameralismo perfetto a un bicameralismo malfatto»
Il segretario della Fiom, in studio a rappresentare la linea di tutta la Cgil, ha spiegato che il suo sindacato voterà No, «non contro Renzi» ma contro il «merito di questa riforma» che è «malfatta e non va fatta così». Il leader dei metalmeccanici poi ha ricordato al presidente del Consiglio di aver commesso un errore a personalizzare la consultazione popolare: «Non si può trasformare il voto sulla Costituzione in un voto sul governo, è stato lei a farlo». Il sindacalista ha ribadito di avere una posizione «di merito. Noi non siamo contrari a modificare la Costituzione ma a questi cambiamenti, che riteniamo malfatti. Pensiamo che si passi da un bicameralismo perfetto a un bicameralismo malfatto».

"Votando no si difende la casta»
Quindi il capo dell'esecutivo ha sostenuto che chi non vuole modificare la Carta lo fa per difendere la casta, sindacati compresi: «Ho il sospetto che la riforma lei non l'abbia letta, Landini. Glielo dico con rispetto. In 70 anni si poteva fare tutto ma non si è fatto nulla. Bisogna cambiare le cose, non difendere la casta come fate voi». Il premier ha proseguito con le bordate: «Capisco la solidarietà tra colleghi sindacalisti, ma difendere il Cnel è impensabile per chiunque», e ancora: «Mi aspettavo che un sindacalista della Fiom difendesse gli operai non i consiglieri regionali».

«Si dice cambiamo il Senato, ma non si sa neppure come sarà eletto»
«Sul Cnel non ho problemi - ha risposto pronto Landini - ma la Costituzione non può essere cambiata all'ingrosso, siete voi a far votare 40 articoli insieme». Poi il sindacalista ha ricordato le proposte presentate in Parlamento nel corso di audizioni e incontri: «Non siamo perché le cose rimangano come sono ora: i titoli sono giusti, il problema è lo svolgimento» ha detto. Il leader della Fiom ha spiegato: «Noi siamo per il cambiamento ma questo è un cambiamento mal fatto. Si dice cambiamo il Senato, ma non si sa neppure come sarà eletto, si rimanda a una legge che dovrà ancora venire. La Cgil era per un Senato vero delle autonomie, questa cosa invece è un animale bicefalo. Io sono contro il doppio lavoro sempre e non capisco come si possa fare il sindaco o consigliere e il senatore».

«Landini come Alice nel paese delle meraviglie»
Intanto Renzi ha descritto Landini come «Alice nel Paese delle meraviglie: bisogna ascoltarsi, volersi bene, andare avanti...». Il premier si è chiesto: «Ascoltarsi? Vi abbiamo ascoltato due anni e 4 mesi in Parlamento, solo non abbiamo fatto quello che volevate voi. E' la democrazia, e voi non siete più la verità in Terra!». Il presidente del Consiglio ha concluso: «Bisogna fidarsi. Lei evidentemente si fida ancora di Berlusconi e di D'Alema e magari di un altro patto della crostata. E sugli acrobati e i clown, a volte dopo gli acrobati arrivano le bestie, che a volta sono feroci e altre volte fanno ridere».