18 luglio 2019
Aggiornato 17:00
Previste manifestazioni lavoratori di Equitalia e Comitato del No

Leopolda, sisma al centro della kermesse. Opposizioni: Renzi strumentalizza il terremoto

Cambio di programma: la Leopolda sarà incentrata sul terremoto con un'unica parola d'ordine: ricostruire. Ma ad attentare alla tranquillità della kermesse sono già previste manifestazioni e proteste

Il premier Matteo Renzi.
Il premier Matteo Renzi. Shutterstock

ROMA - Sarà una Leopolda un po' diversa, quella che si riunità tra qualche ora nel centro culturale ricavato dalla prima stazione costruita a Firenze. Una Leopolda che avrà molto di cui parlare, visto il referendum imminente e, ancor di più, il tragico periodo in cui capita, con un'Italia centrale polverizzata da continue e violente scosse di terremoto. Terremoto dopo il quale, ha promesso Matteo Renzi, tutto sarà ricostruito e anche meglio di com'era prima. Così, la kermesse ha subito un cambiamento di programma in corsa e sarà incentrata su un concetto chiave: «ricostruire l'Italia» (LEGGI ANCHE "Renzi si prepara alla Leopolda del «sì». E invita pure Benigni e Jovanotti»). Una ricostruzione materiale, con gli interventi che si sono resi necessari a causa degli ultimi tragici eventi, e una ricostruzione politica, quella che Renzi vorrebbe attuare con la riforma costituzionale che si voterà il 4 dicembre.

Parola d'ordine, ricostruzione
Non a caso, annuncia Renzi, «sabato pomeriggio apriremo i lavori con un intervento di un caro amico della Stazione Leopolda Brunello Cucinelli che ci racconterà il suo progetto per Norcia, luogo dello spirito». Cucinelli, re del cachmire, ha già annunciato di voler contribuire alla ricostruzione della Basilica di Norcia, divenuta l'immagine simbolo del terremoto. E qualcuno ventila la presenza dell'architetto Renzo Piano, coinvolto già dopo il terremoto di agosto. Un evento, insomma, che potrebbe prestare il fianco a diverse polemiche, specialmente da parte delle opposizioni, e ad accuse di strumentalizzazione.

Strumentalizzazione del terremoto?
In effetti, subito dopo il sisma Renzi aveva chiesto una tregua alle opposizioni, esortando a placare le polemiche e raffreddare il clima della campagna per il referendum costituzionale. Ma le opposizioni non hanno ben visto la visita del premier a Preci con moglie al seguito, né tantomeno il nuovo programma della Leopolda. Dalla Lega ai 5 Stelle, la convinzione è che sia scorretto chiedere alle opposizioni di non fare polemiche, per poi prendersi la scena «per farsi campagna elettorale»«Renzi non speculi sulla pelle dei terremotati», dice Calderoli. «Quella di Renzi è una pantomima», aggiunge Loredana De Petris di Sinistra italiana, «fatta peraltro solo per ottenere dalla Ue margini di spesa da usare poi per misure propagandistiche».

Una Leopolda più istituzionale
In effetti, subito dopo il sisma si era parlato della possibilità di cancellare la manifestazione, salvo poi la decisione di renderla più istituzionale, sfruttando quel palco per parlare degli interventi dell'esecutivo per la messa in sicurezza del territorio italiano. Già previsto, invece, il parallelismo con l'alluvione di Firenze - di cui proprio in quei giorni si celebra l'anniversario - e i suoi angeli del fango. 

La manifestazione dei lavoratori di Equitalia
Ma gli imprevisti sono sempre in agguato, e quest'anno Matteo Renzi dovrà guardarsene in modo particolare. E non solo perché il filo rosso che unisce terremoto e propaganda per il sì, come si è visto, rischia di risultare forzato oltre che urtante, ma anche per gli «appuntamenti paralleli» previsti in concomitanza con la Leopolda. In primis, la manifestazione organizzata dai dipendenti di Equitalia, prevista esattamente per venerdì alle ore 15 a Firenze. I lavoratori di Equitalia, si legge in una nota, si raduneranno nell'ambito di un'agitazione unitaria decisa a livello nazionale, «per manifestare con forza tutta la loro indignazione per l'emanazione del decreto fiscale che mette in discussione il loro posto di lavoro, e per le reiterate dichiarazioni del presidente del consiglio che, oltre ad offendere chi serve lealmente lo Stato, contribuiscono ad alimentare un clima nel quale trovano terreno fertile frange violente e giustizialiste che, con squallide e vigliacche azioni come quelle dello scorso 27 ottobre, mettono a rischio la stessa incolumità dei dipendenti».

Sul piede di guerra
Secondo la Cisl toscana, con la soppressione di Equitalia, lo Stato dà di sé una pessima immagine. "I lavoratori", si legge nella nota, «che da anni sono soggetti alle peggiori ingiurie scritte e gridate dagli evasori e bersaglio dei troppi rappresentanti politico-istituzionali esercitatisi ripetutamente nel tiro all'esattore alla ricerca di un facile consenso, vengono ora tacciati di essere dei vampiri proprio da colui che dovrebbe essere il garante del benessere del Paese».

L'iniziativa del Comitato del No
E poi c'è la manifestazione organizzata dal Comitato del No fiorentino, sempre in concomitanza della Leopolda. Una contro-propaganda che tenterà di riequilibrare la narrazione che andrà in scena in occasione della kermesse del Pd. Secondo Luca Toscano, esponente del comitato, «Sarà una piazza composita, ci saranno realtà territoriali, comitati contro le devastazioni ambientali, inquilini, studenti, e non può che essere così»: perché Firenze, aggiunge, è una città stanca, e vuole dare un segnale. «Renzi deve smetterla di scappare dal confronto. Sabato racconterà di un paese che non esiste».