19 agosto 2019
Aggiornato 22:00
Un momento cruciale per il premier

Renzi si prepara alla Leopolda del «sì». E invita pure Benigni e Jovanotti

La prossima Leopolda, che partirà venerdì prossimo, cade in un momento cruciale per il futuro politico del segretario Pd e premier Matteo Renzi. Che per questo sta preparando fuochi d'artificio

Il premier Matteo Renzi.
Il premier Matteo Renzi. Shutterstock

ROMA - Venerdì prossimo torna la Leopolda, grande kermesse del Pd che, questa volta, cade in un momento cruciale: quello che segna più di qualunque altro il futuro politico del premier e segretario dem Matteo Renzi. E di referendum si parlerà di certo, visto che gli ultimi sondaggi danno il fronte del No in vantaggio: quale occasione migliore per tentare di ristabilire l'equilibrio e, chissà, di rovesciarlo?

Chi ci sarà e chi ci lavora
Non a caso, Renzi ha chiamato alla sua corte due «pezzi da 90» per sostenerlo in quella che, politicamente parlando, assomiglia sempre più alla sua «battaglia campale»: Jovanotti e Benigni, sponsor d'eccezione che dovrebbero provare a recuperare il sostegno dei giovani e degli elettori più di sinistra. In prima linea ci sarà lui, il fidatissimo consigliere Marco Carrai, affiancato da una squadra di 50 giovani cervelloni della tecnologia, una task force che in base all’analisi dei dati su Internet e social network orienta dalle retrovie di Firenze la campagna nazionale per il Sì. Un modello di marketing elettorale all'americana basato sull'analisi dei Big data, di cui Jim Messina, guru di Obama chiamato alla corte del Matteo fiorentino, è grande esperto (LEGGI ANCHE «Referendum, per la campagna il Pd sborsa 2,8 milioni. E Renzi chiama alla sua corte il guru di Obama»). Una tecnica che in teoria riesce a individuare gli indecisi sul territorio, e che valse la difficile rielezione di Obama: chissà se anche con Renzi sortirà il medesimo effetto.

Jovanotti e Benigni
Ad ogni modo, la Leopolda costituirà una sorta di spartiacque nella campagna per il Sì: un nuovo piano di attacco sarebbe pronto per rovesciare i sondaggi. Che, peraltro, vedono i giovani - coloro che, secondo i calcoli del premier, dovrebbero essere in teoria più favorevoli al «cambiamento» - nettamente schierati per il No. Ecco, dunque, spiegata la presenza di Jovanotti, un vero e proprio «guru» per gli under 35 in particolare. E mentre la presenza del cantante è data per certa dai vertici renziani, bisognerà invece attendere qualche giorno per capire se anche Benigni - uno che prendeva sottobraccio Enrico Berlinguer - sbarcherà alla Leopolda. La presenza dell'attore comico e cantore della Costituzione sarebbe importante - secondo la squadra del premier - per attirare il consenso degli elettori indecisi e di quelli più di sinistra. 

Due incognite: la Boschi e...
Saranno peraltro i giorni in cui Firenze ricorderà i 50 anni dall’Alluvione, assieme al Presidente della Repubblica, un anniversario che sarà a maggior ragione sentito dopo l'onda sismica che sta polverizzando il Centro Italia. Non a caso, altro focus della tre giorni sarà quello sugli Angeli del fango, simbolo della Firenze che nel 1966 seppe rialzarsi dopo la devastazione anche grazie ai volontari arrivati da tutto il mondo. Un'incognita, invece, il ruolo di Maria Elena Boschi, che l’anno scorso fu costretta a un evidente passo indietro a causa della bufera di Banca Etruria. C'è anche chi ventila la presenza di un esponente di centrodestra in difesa del Sì, visto che, come aveva qualche tempo fa dichiarato Renzi, «Il referendum si gioca a destra». L’elettorato di Forza Italia, nonostante il No annunciato da Berlusconi, risulta infatti spaccato a metà. Un'ottima occasione, per il premier, per attirare ulteriori voti.