22 febbraio 2019
Aggiornato 09:30
Meloni respinge Alfano

Meloni dice «no» alle larghe intese per battere il M5S: «Alfano è il cavallo di Troia di Renzi»

La presidente di FdI ha respinto duramente la possibilità di dar vita a una grande coalizione con FI, Ncd e Pd per evitare l'ascesa del M5S. E si candida alle primarie del centrodestra dopo il voto del referendum costituzionale

ROMA – Un "no" forte e chiaro alle larghe intese con Alfano. La scelta di Giorgia Meloni è inequivocabile. La presidente di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale ha rilasciato un'intervista a Paolo Emilio Russo di Libero Quotidiano e ha parlato a ruota libera dell'imminente referendum costituzionale, dell'alleanza con Silvio Berlusconi e Matteo Salvini e della sua candidatura alle primarie del centrodestra. Ma soprattutto ha detto un«no» deciso e alle larghe intese con Angelino Alfano per sconfiggere il M5S.

Meloni dice «no» alle larghe intese con Alfano
Una grande, grandissima coalizione con Forza Italia, Nuovo Centrodestra e il Pd per sconfiggere il pericoloso e battagliero M5S. Questa idea sembra prendere sostanza nelle stanze di Palazzo Chigi e il premier vorrebbe tendere la mano a Silvio Berlusconi. Ma Giorgia Meloni dice «no». La presidente del partito più antirenziano in Parlamento non crede alle larghe intese e ritiene che sarebbe «una prospettiva perdente». Secondo la Meloni, Angelino Alfano è «il cavallo di Troia di Matteo Renzi» e si sente di escludere che un uomo scaltro come Berlusconi «possa cadere nella loro trappola».

Il M5s è l'altra faccia della sinistra?
«Alfano governa con la sinistra da anni ed è corresponsabile del disastro che è sotto gli occhi di tutti», sottolinea la presidente di FdI. Meloni rifiuta in maniera inequivocabile la possibilità di un'alleanza trasversale per battere i grillini «per almeno due ragioni». La prima è che «gli italiani non credono nelle ammucchiate». La seconda è che, come dimostrano le amministrative, «gli elettori non sono affatto spaventati dalle proposte del M5S, anche se ormai è chiaro a tutti che non sono in grado di governare nemmeno un condominio». Per la Meloni il Movimento 5 stelle è «l'altra faccia della medaglia della sinistra»: perché sulla maggior parte dei temi politici votano «esattamente come il Pd».

L'edorsement di Angela Merkel e l'interesse degli italiani
La presidente di FdI ha affermato recentemente di volersi candidare alle primarie del centrodestra e ritiene che dopo il voto per il referendum sulla riforma costituzionale il premier sarà costretto a dimettersi e gli italiani torneranno alle urne per eleggere un nuovo governo. Nel frattempo si susseguono gli endorsement a favore di Matteo Renzi, come quello della cancelliera tedesca, Angela Merkel. Ma anche in questo caso la Meloni ha le idee chiare: «Se il nostro principale competitore economico e politico dice che con le riforme andremo meglio, non le viene il sospetto che quel voto sia contro l’interesse nazionale?» chiede al giornalista di Libero Quotidiano che l'ha intervistata.«Mancava solo lei dopo l’endorsement del peggior presidente della storia Usa e della grande finanza. E i due leocorni?», conclude ironicamente la presidente di FdI.