23 luglio 2024
Aggiornato 16:00
Salvini contro Bossi

Salvini cancella «Nord» dalla Lega

Via la parola “Nord” dalla Lega. Il segretario del Carroccio, Matteo Salvini, sogna la poltrona di Palazzo Chigi, ma per conquistarla deve inseguire le aspirazioni nazionali del suo partito e sacrificare le velleità indipendentiste

Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini.
Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini. Foto: Shutterstock

MILANO – Salvini vuole cancellare la parola «Nord» dal nome della Lega. La notizia ha del clamoroso. Ma era nell'aria da tempo. Da molto prima dell'ultimo raduno di Pontida, sul cui palco andò in scena anche per questo lo scontro frontale tra il segretario del Carroccio e il Senatur, Umberto Bossi. Salvini punta alla poltrona di Palazzo Chigi e per conquistarla deve far dimenticare ai leghisti le velleità secessioniste e indipendentiste.

Via la parola «Nord» dalla Lega
Presto sarà solo la «Lega». Nessun riferimento al Nord. Salvini si prepara a rottamare i trascorsi del suo partito e a cambiargli il nome per restituirlo agli elettori con un nuovo look giusto in tempo per le elezioni politiche del 2018. La notizia ha del clamoroso, ma è stata riportata già da diverse testate nazionali, come il Corriere della Sera, Libero Quotidiano e Il Giornale. Via, dunque, la parola «Nord» così sgradita ai cittadini del Mezzogiorno. Secondo il segretario del Carroccio è un sacrificio necessario per inseguire la prospettiva nazionale e diventare un partito capace di aspirare davvero alla guida del governo.

Salvini sogna Palazzo Chigi
Salvini ha voglia di guardare al futuro e sogna da tempo la poltrona più importante d'Italia, quella di Palazzo Chigi. E i tempi sono maturi per un salto di qualità della sua battaglia personale, con il referendum sulla riforma costituzionale alle porte che potrebbe assestare un brutto colpo al governo Renzi e la crisi in corso nel centrodestra che non riesce ancora a partorire l'erede di Silvio Berlusconi. Ma ottenere quella poltrona non sarà facile. Né indolore. Non si tratta, infatti, di una semplice operazione di restyling. E' un vero e proprio parricidio. Un cambiamento esistenziale che in parte snatura il suo stesso partito.

Un parricidio inevitabile?
L'articolo 1 dello Statuto della Lega Nord proclama infatti che lo scopo del partito è «il conseguimento dell'indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana». Ma nel 2018 non ci sarà più spazio per le velleità secessioniste e indipendentiste se si vuole conquistare un vasto elettorato nazionale. Probabilmente il cambiamento del nome del partito verrà ufficializzato durante un congresso e si accompagnerà alla fusione dei lumbard con il movimento «Noi con Salvini», nato proprio per sbarcare nel Sud del paese. La sfida non è solo tra Salvini e Bossi, che sul palco dell'ultimo raduno di Pontida si sono già scontrati inevitabilmente (LEGGI ANCHE «Pontida 2016, il parricidio di Bossi a opera di Salvini e le mutazioni genetiche della Lega Nord»). E' tra il vecchio e il nuovo, il passato e il futuro. Forse il dilemma della Lega Nord ricalca quello esistenziale di ogni nuova generazione.