5 aprile 2020
Aggiornato 03:30
Renzi: «Misure forti per rilanciare la crescita»

Ventotene, sogno di una notte di mezza estate. Riuscito male

Un sogno che oggi va declinato partendo da due parole: crescita e occupazione. Per le quali Matteo Renzi chiede a Hollande e soprattutto ad Angela Merkel «misure forti»

VENTOTENE - Un «sogno ampio», come quello che a Ventotene nel 1941, «uno dei momenti più duri della storia d'Europa», Altiero Spinelli ebbe la capacità di mettere nero su bianco con il Manifesto per gli Stati Uniti d'Europa. Un sogno che oggi va declinato partendo da due parole: crescita e occupazione. Per le quali Matteo Renzi chiede a Francois Hollande e soprattutto ad Angela Merkel «misure forti». A Ventotene, il luogo del confino del padre dell'Europa, il premier prova ad allargare l'orizzonte europeo, perché l'Europa unita «non è finita con la Brexit» e anche oggi può e deve rappresentare «la soluzione ai problemi». Se i suoi leader sapranno «scrivere una pagina nuova».

Renzi: «Misure forti per rilanciare la crescita»
E anche se da sempre Renzi chiede di non limitarsi alla Ue dei decimali, il discorso torna sempre sui temi economici: in Europa «c'è bisogno di misure forti per rilanciare la crescita e combattere la disoccupazione giovanile. Occorrono riforme strutturali in Europa e investire sull'industria 4.0 e sulle innovazioni che il nostro continente chiede ed auspica». Anche perché la domanda del giornalista tedesco insiste ancora su quel tasto: Renzi ribatte ricordando che «l'Italia ha il deficit più basso degli ultimi 10 anni», ma anche Merkel elogia le riforme italiane, «pietre miliari per un'Italia sostenibile». Il punto è che «bisogna tenere insieme sogni e concretezza», spiega Renzi, assicurando comunque che l'Italia «continuerà con riforme strutturali e riduzione del deficit».

«I problemi di uno sono i problemi di tutta l'Europa»
Ai suoi interlocutori, Renzi chiede però una «nuova cifra» nell'approccio europeo: considerare il problema di un Paese membro, che sia il terrorismo per la Francia o l'immigrazione per l'Italia, «il problema di tutta l'Europa». Solo così la Ue potrà essere «la soluzione dei problemi» e si potrà rispondere ai populisti per i quali invece Bruxelles «è la colpa di tutto». Perché «è facile in questa stagione lamentarsi soltanto, fare polemiche, trovare alibi, colpevoli, capri espiatori. L'Ue è il capro espiatorio perfetto per tante donne e uomini del continente». Ma «quello che vorremmo dire da qui, da Ventotene, è che l'Europa è la più grande opportunità per le nuove generazioni e non ci facciamo scoraggiare da quanto accaduto nel Regno Unito o dalle difficoltà quotidiane».

Renzi: «Sui migranti i populisti parlano senza sapere»
Un ragionamento che Renzi vuole applicare in primo luogo al tema migranti. Per questo la location della conferenza stampa è un inedito: la portaerei Garibaldi, ormeggiata al largo di Ventotene. Ovvero la nave militare che coordina la missione Sophia per il salvataggio dei migranti. «Nessuno di noi pensa che i problemi siano risolvibili con lo schiocco delle dita. Ma pensiamo che l'Europa non è il problema ma la soluzione, anche sull'immigrazione». E Renzi porta l'esempio della Germania che «ha accolto 1 milione e 200mila profughi, 8 volte più dell'Italia. Eppure molti italiani dicono che l'Europa non si prende cura degli immigrati, non sapendo le cifre». Anche sulle dimensioni numeriche degli arrivi, «a oggi sono arrivati sulle coste italiane 102 mila migranti, lo scorso anno al 20 di agosto erano stati 105 mila». Certo, «pensiamo che si possa fare meglio e di più per bloccare le partenze e aiutare chi ha davvero bisogno» ma il punto è che «i populisti parlano senza sapere». Critiche cui per Renzi si deve ribattere con la «concretezza», ma anche con la cultura: da qui il progetto di trasformare il carcere di Santo Stefano in un campus per giovani europei e mediterranei.

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