21 agosto 2019
Aggiornato 09:30
Sabato prossimo sarą invece la volta del Family Day.

Unioni civili, nel PD si media. Molti dem nelle «piazze arcobaleno»

96 cittą in tutta Italia si sono mobilitate a favore del disegno di legge Cirinną con annessi e connessi, dunque anche con quella stepchild adoption che sta creando divisioni non soltanto nella maggioranza di governo (con i centristi di Ncd contrari) ma anche tra gli stessi dem.

ROMA - Un (grosso) pezzo di Pd, una (piccola) parte di governo. Mentre nei corridoi della politica si lavora a una mediazione sul ddl unioni civili che la prossima settimana arriverà nell'aula del Senato, in piazza la politica si divide. Ieri era il giorno delle manifestazioni arcobaleno, 96 città in tutta Italia si sono mobilitate a favore del disegno di legge Cirinnà con annessi e connessi, dunque anche con quella stepchild adoption che sta creando divisioni non soltanto nella maggioranza di governo (con i centristi di Ncd contrari) ma anche tra gli stessi dem. Sabato prossimo sarà invece la volta del Family day.

Renzi «sottrae» il Governo dalla partita
A palazzo Madama si contano gli emendamenti presentati al provvedimento: in tutto circa 6mila e di questi una sessantina arrivano dai dem. Ieri il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha spiegato che per il partito quella sulle unioni civili è una legge «irrinunciabile» ma in assenza di un accordo sarà lasciata libertà di coscienza. Insomma, il presidente del Consiglio rimette la parola alle aule parlamentari e «sottrae» il governo dalla partita.

Martina unico esponente del Governo in piazza
Dei ministri a manifestare con le associazioni lgbt è (solo) il responsabile delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, che da piazza della Scala a Milano critica la scelta della regione Lombardia di aderire al Family day, illuminando il palazzo del Pirellone, e spiega anche di augurarsi che il ddl Cirinnà arrivi in porto. «Questo testo - sottolinea - è già frutto di mediazione, quindi io personalmente sono per sostenerlo così com'è». A manifestare nel capoluogo lombardo anche il sottosegretario alle Riforme, Ivan Scalfarotto, e i 4 candidati alle primarie del Pd: Giuseppe Sala, Pierfrancesco Majorino, Francesca Balzani e Antonio Iannetta. A Udine è scesa in piazza il vicesegretario del Pd, Deborah Serracchiani, mentre a Napoli in prima fila c'è il sindaco de Magistris.

Cirinnà fiduciosa
Piazza del Pantheon piena anche a Roma, dove oltre a esponenti di Sinistra Italiana come Loredana De Petris e il candidato sindaco Stefano Fassina, hanno partecipato alla manifestazione promossa dalle associazioni arcobaleno anche il viceministro agli Esteri, Benedetto Della Vedova, i dem Matteo Orfini, Roberto Speranza e Miguel Gotor. In piazza anche la senatrice Monica Cirinnà, prima firmataria della legge. «Questa - spiega - è una piazza per i diritti, non contro qualcuno. Il Pd sarà unito e sarà una bella legge per l'Italia», dice fiduciosa.

No di Forza Italia e Lega
Ma il Pd in Senato deve fare i conti con il pallottoliere. Mentre è in arrivo il sostegno del gruppo Ala di Denis Verdini, ribadiscono il loro no al provvedimento gli esponenti di Forza Italia, sebbene venga lasciata libertà di coscienza ai singoli. Secco no, invece, dalla Lega di Matteo Salvini.