28 gennaio 2023
Aggiornato 17:00
Unioni civili

Non siamo gay, ma ci “uniamo civilmente”. Una coppia di amici conviventi si sposa per convenienza

Una coppia amici che convivono da molti anni ha deciso per l’unione civile, e tengono a precisare che non sono gay. Un atto dettato non dall’amore dell’uno per l’altro, ma dalla convenienza. Ma per qualcuno è una ‘truffa morale’

Unioni civili per convenienza, è accaduto a Vicenza
Unioni civili per convenienza, è accaduto a Vicenza Foto: Shutterstock

VICENZA – Lui e lui. Le unioni civili sono il modo per unire in matrimonio una coppia gay e ottenere così i benefici di questo contratto anche per le coppie non eterosessuali. Ma cosa accade se i due sposi non sono gay? Niente. Solo che in questo modo hanno accesso allo stesso modo ai già citati benefici. È quello che è accaduto a Schio, in provincia di Vicenza a Gianni Bertoncini e Piero Principe, che si sono ‘uniti’ per convenienza – ma non sono gay, come tengono a precisare.

Una truffa ‘morale’
Sono già 15 anni che Gianni e Piero condividono casa e spese. Ma, visti i problemi del vivere quotidiano facendo i conti con le bollette sempre più salate e il carovita in genere, perché non godere dei diritti delle coppie ‘regolari’? Ecco allora la decisione: unirsi civilmente, anche se non si è una coppia. «Non siamo una coppia – precisano i due al Giornale di Vicenza – conviviamo da molti anni, ci prendiamo cura l’uno dell’altro, ma siamo come fratelli». Ma c’è ci storce il naso di fronte a questa decisione che è già divenuta un caso nazionale. Per esempio, Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, la prima rete trasversale italiana per i Diritti Civili, ritiene che questa sia una «truffa morale». Secondo lui, infatti unirsi civilmente soltanto per ottenere vantaggi come la pensione di reversibilità, la possibilità di ereditare, è sì legittimo dal punto di vista legale, ma dal punto di vista morale i due sarebbero dei «furbacchioni che usano le norme a loro uso e consumo».

Diritti altrimenti negati
Ma i due ‘sposi’ sono di tutt’altro avviso. Secondo loro, l’unione civile apre le porte a diritti altrimenti negati. «Ci sono situazioni in cui non avere un legame riconosciuto crea difficoltà, come le degenze in ospedale, ma anche per piccole cose, il pagamento delle bollette, del canone Rai: prima che venisse messo in bolletta lo addebitavano a entrambi», spiegano Gianni e Piero.

Un po’ controvoglia
Il matrimonio sarà celebrato in Municipio. Ma il sindaco, un po’ contrariato della cosa, avrebbe ceduto volentieri l’incombenza a un assessore donna. E così, a breve, i due saranno ufficialmente una coppia, senza esserlo nella realtà.

Niente scandalo
Unione di convenienza? Niente di male per Monica Cirinnà, la senatrice prima firmataria della legge sulle unioni civili. La Cirinnà infatti non si scandalizza e ricorda che «anche una donna si può sposare con un uomo che non ama, per convenienza». «Io non dirò mai loro: ‘bravi, bravi’ – prosegue la senatrice – forse non si rendono conto che la legge sulle unioni civili prevede diritti ma anche doveri. Attenzione a non svilire un istituto come qualcosa che passa come privilegio, la legge non è un eldorado per chi vuol fare il furbo». Insomma, le più che discusse unioni civili hanno trovato il modo per far parlare ancora di sé, e per qualcuno forse sarebbe il caso di riconsiderare la cosa.