17 giugno 2019
Aggiornato 05:30
La politica italiana trova un altro motivo di divisione

Come «leggere» il voto francese? Guida alle posizioni dei politici italiani

La vittoria della destra di Marine Le Pen al primo turno delle regionali in Francia se non suona come un campanello d'allarme dà certo materiale per una riflessione sia nel centrosinistra che nel centrodestra italiani.

ROMA - La vittoria della destra di Marine Le Pen al primo turno delle regionali in Francia se non suona come un campanello d'allarme dà certo materiale per una riflessione nel centrosinistra. Risultati quelli francesi letti in modi diversi - a seconda, ad esempio, che la sinistra sia al governo o meno - ma per tutti da prendere molto seriamente. Ma anche nel centrodestra il caso Francia provoca reazioni diverse. C'è chi ne è entusiasta, come l'ala più radicale dello schieramento, da Salvini alla Meloni, e chi è più prudente e anche dentro Forza Italia le sensibilità non sono tutte all'unisono. Tanto che l'ex ministro Mara Carfagna frena i facili entusiasmi: «Osannare questo risultato e salire sul carro del vincitore non serve a nulla. Quello che invece dobbiamo fare, anche in Italia, è riflettere su quanto i francesi hanno voluto esprimere con il loro voto. Il risultato d'oltralpe ha bocciato un governo di sinistra e le sue politiche, invocando per la Francia risposte forti e decise».

Renzi: In Italia vinciamo noi
Il premier Matteo Renzi, da parte sua, sceglie una interpretazione rassicurante: per l'Europa è arrivato il momento di «cambiare», il momento di una scossa, perchè senza investimenti sulla «crescita» prevalgono inevitabilmente «i populismi». Ma anche nel centrodestra il caso Francia Pericolo che c'è ovunque, riflette Renzi, ma "In Italia no perchè si fanno le riforme. «In Italia vinciamo noi - rilancia - perché le riforme stanno finalmente dando frutti: la maggioranza degli italiani sta con chi vuole cambiare, non con chi sa solo lamentarsi». Morale: «Io non sono, dunque, preoccupato per l'Italia, ma sono molto preoccupato per l'Europa».

Letta: No radicale alla politica tradizionale
Lettura che viene fatta propria e rilanciata da tutto il governo - a cominciare dal sottosegretario Sandro Gozi secondo il quale l'esito delle regionali francesi era «ampiamente previsto» e ora ancora di più è necessario marciare dritto con le riforme - e dalla maggioranza renziana ma che già dentro il Pd viene in qualche modo aggiornata. Vannino Chiti, senatore dem ed esponente della minoranza del partito, non si dice affatto sorpreso dell'esito del primo turno del voto e invoca la necessità di una «riflessione» tra i socialisti europei osservando che «da anni non riusciamo a estendere i nostri consensi. Perché?». La risposta per Chiti è semplice e non va nel senso di riconoscere le riforme del governo come uno 'scudo' contro il rischio del trionfare dei populismi. Nè tantomeno di avvalorare la prospettiva del partito della Nazione: la sinistra non si distingue abbastanza dalla destra, «su temi fondamentali come lo sviluppo, il diritto a un lavoro degno, la riforma del welfare, l'accoglienza di quanti hanno diritto all'asilo, le stesse scelte per battere il terrorismo, non siamo in grado di presentare proposte credibili e realmente alternative a quelle della destra». Se la sinistra europea non si sveglia, insomma, «non avrà futuro». Distante dalla visione renziana anche l'ex premier Enrico Letta secondo il quale è certo «un errore legare il successo della Le Pen agli attacchi di Parigi» perchè «il risultato delle elezioni francesi era nei sondaggi da mesi» ma si tratta comunque di «un no radicale alla politica tradizionale. Come da noi».

Meloni: Destra coraggiosa contro gli irresponsabili dell'UE
Nel dibattito sul voto francese si inserisce il Movimento cinque stelle che si propone come unica alternativa agli «estremismi» mentre a destra la vittoria del Front national provoca due effetti: l'invito a ricostruire un centrodestra compatto, perchè «uniti si vince» e una radicalizzazione delle posizioni antieuropeiste dentro i partiti del vecchio polo delle libertà. «A far vincere la Le Pen è stata quest'Europa sbagliata, che noi vogliamo cambiare, che il centrodestra unito in Italia vuole le cambiare - osserva Renato Brunetta - Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia, e tutti quelli che vorranno stare in un centrodestra unito, che già oggi secondo i sondaggi supera Renzi ed il suo populismo demagogico di sinistra». Per Giorgia Meloni di Fdi non è stata «la paura» a far vincere Marine Le Pen alle regionali francesi, la leader della destra ha preso voti perché è «coraggiosa contro gli irresponsabili dell'Ue». Matteo Salvini esulta: «È solo legittima difesa, è la vittoria della speranza. Siamo razzisti? No, siamo normali». Gioca, infine, sul filo dell'ironia ma con grande compiacimento Roberto Maroni: «Giovanna d'Arco eroina d'oltralpe in scena alla Prima della Scala e Marine Le Pen vittoriosa in Francia: coincidenze astrali?».

(con fonte Askanews)