26 giugno 2022
Aggiornato 19:00
Elezioni in Francia

Ora Emmanuel Macron è un Presidente «azzoppato»

Le forze macroniste di Ensemble! hanno ottenuto 245 deputati, molto al di sotto della soglia di 289 necessaria per un governo stabile. Così il capo dello Stato sarà costretto ora a trovare nuovi alleati. Exploit Le Pen: passa da 8 a 89 deputati

Ora Emmanuel Macron è un Presidente «azzoppato»
Ora Emmanuel Macron è un Presidente «azzoppato» Foto: Unione Europea

PARIGI - Al termine del secondo turno delle elezioni legislative in Francia, il presidente Emmanuel Macron non ha trovato alle urne la maggioranza «solida» che chiedeva. Le forze macroniste di Ensemble! hanno ottenuto 245 deputati, molto al di sotto della soglia di 289 necessaria per un governo stabile. Così il capo dello Stato sarà costretto ora a trovare nuovi alleati, e quindi a scendere a compromessi, per attuare un programma già reso obsoleto dai nuovi equilibri di potere in seno all'Assemblea Nazionale. «Una situazione senza precedenti» che «costituisce un rischio per il nostro Paese», ha commentato a caldo la presidente del Consiglio, Elisabeth Borne, che è stata rieletta.

D'altro canto, il voto di ieri ha sancito il successo delle forze di opposizione al presidente, l'alleanza di sinistra Nupes di Jean-Luc Mélenchon e il Rassemblement national di Marine Le Pen. Secondo i risultati comunicati dal ministero dell'Interno, Nupes avrà 131 seggi, mentre la destra di Marine Le Pen balza da otto deputati a 89. I Repubblicani hanno conquistato 61 seggi; la sinistra rimasta fuori dalla coalizione di Mélenchon avrà 22 rappresentanti. Fuori dall'Assemblea, invece, l'estrema destra di «Reconquête!». Il tasso di astensione al secondo turno è stato del 53,77%, in aumento rispetto al record del primo turno (52,49%). La partecipazione ha raggiunto il 46,23%, contro il 42,64% del 2017 e il 55,4% del 2012.

«Questo non consente una netta maggioranza», hanno osservato ieri sera fonti dell'esecutivo. «E' un risultato deludente, ma non emerge nessun'altra maggioranza. Le elezioni legislative non rinnovano né le elezioni presidenziali né il mandato affidato al presidente sul suo programma». Solo che, per attuarlo, gli accordi ora vanno cambiati, sottolinea Le Figaro. E Macron sembra averlo compreso già dopo i primi exit poll. «È determinato ad agire, forte del mandato conferitogli dai francesi e sereno, con la voglia di andare avanti per il Paese», hanno assicurato i suoi principali collaboratori dopo un incontro all'Eliseo con Élisabeth Borne, Édouard Philippe, François Bayrou, Stanislas Guerini e Clement Beaune.

Ma se lo schiaffo è duro per Macron, la vittoria è tiepida per Mélenchon. Il suo risultato, seppur positivo, è al di sotto delle aspettative. Ciò che pesa in Assemblea nazionale è però il fatto che a Nupes spetterà il ruolo di primo gruppo di opposizione. Potrà quindi rivendicare la presidenza della commissione Finanze, ma deve certamente rinunciare alla richiesta di occupare Matignon. Chi può esultare è invece Marine Le Pen. La performance di Rassemblement national è eccezionale e senza precedenti nell'emiciclo.

Melanchon propone gruppo unico: no dalla Sinistra

Il leader della coalizione di sinistra francese, Jean-Luc Melenchon, ha prospettato la costituzione di un gruppo unico all'Assemblea nazionale, ma la proposta, scrive Le Monde, non convince la sinistra. Dopo un risultato non entusiasmante alle presidenziali, per le legislative, concluse domenica, i diversi partiti di sinistra (France insoumise, verdi, socialisti e comunisti) si sono coalizzati nella Nuova Unione Popolare Ecologica e Sociale (Nupes) capitanata dal leader della France insoumise (la Francia ribelle).

L'idea è sempre stata che, una volta concluso il voto, ogni partito avrebbe creato il proprio gruppo parlamentare distinto, ma oggi Melanchon ha lanciato una proposta alternativa, quella di creare un gruppo unico. Il motivo, ha detto, è che il presidente della Repubblica Emmanuel Macron, uscito dalle legislative senza una maggioranza assoluta, si sarebbe lanciato in una «operazione di adescamento generale» e che, in particolare, i macroniani sono pronti a «insediare il Fronte nazionale alla commissione delle finanze». La presidenza di questa importante commissione dell'Assemblea nazionale viene assegnata tradizionalmente al principale partito dell'opposizione: se i quattro partiti della Nupes costituissero un unico gruppo parlamentare spetterebbe a loro, se andassero divisi toccherebbe al primo gruppo di opposizione, il partito di estrema destra di Marine Le Pen (Rassemblement National, in realtà, non più Front National).

Secondo Melenchon, l'idea di un gruppo unico sarebbe «un elemento di chiarificazione nel caos che avanza». E «non impedisce a ciascun partito di avere una delegazione». E dunque «non una fusione», che annulli le «identità» che rimangono «distinte», ma «bisogna mettersi in una combinazione da combattimento». Poco dopo la dichiarazione di Melenchon, però, i tre partiti suoi partner hanno bocciato questa ipotesi ed hanno ricordato alla France Presse che intendono attenersi all'accordo prima del voto: ognuno per sé.