18 ottobre 2019
Aggiornato 03:30

Via il ballottaggio per paura del MoVimento. Ma i cinque stelle fanno ricorso

Movimento Cinque Stelle in rivolta dopo che il deputato Pd Giuseppe Lauricella ha presentato una proposta di legge ad hoc per sbarrare la strada ai pentastellati, e che consisterebbe nell'eliminazione del ballottaggio dall'Italicum

ROMA -  «Ho appena firmato il ricorso contro l'Italicum. Venerdì mattina sarò a Milano per depositarlo insieme agli avvocati che lo hanno scritto». Lo scrive il deputato M5S Danilo Toninelli su facebook. «La stessa cosa - prosegue - sta accadendo in molte altre città italiane in cui decine di portavoce del M5S stanno facendo altrettanto. Sono davvero felice di poter partecipare a questa battaglia di civiltà. W la democrazia».

Paura dell'effetto Parma
Il ricorso di Toninelli riguarda in particolare il tentativo del Pd di eliminare il ballottaggio previsto dall'Italicum per evitare «il rischio, in caso di alchimie politiche imprevedibili al secondo turno, di un 'effetto Parma' (per non citare gli altri casi più recenti) di dimensioni nazionali». In altre parole per sbarrare la strada al Movimento 5 Stelle. Tale, in effetti, è lo scopo - dichiarato nella relazione introduttiva al testo - della proposta di legge presentata dal deputato Pd Giuseppe Lauricella lo scorso 28 ottobre che sta facendo infuriare i pentastellati. «Il Pd e l'amico Silvio - scrive l'ex capogruppo al Senato Gianluca Castaldi - vogliono eliminare il ballottaggio dall'Italicum. Il rischio che Pd e M5s vadano al secondo turno va azzerato, perché in più Comuni abbiamo dimostrato di essere troppo pericolosi nei ballottaggi. E' così che ragionano i partiti, da sinistra a destra. Al Pd e sodali suggerisco il seguente emendamento, perché è l'unico che potrà garantirgli la vittoria, e sono certo che sarebbe votato da tutti i partiti: 'Al comma 2 dell'articolo 1 aggiungere le seguenti parole: nel caso in cui il MoVimento 5 Stelle dovesse arrivare primo, la vittoria elettorale sarà assegnata al secondo classificato'».

Crimi: nemmeno la decenza di nasconderlo
Tuona contro il testo Lauricella, il primo che modifica la nuovissima legge elettorale approvata soltanto nel maggio scorso, anche Vito Crimi, senatore M5s: «Non hanno nemmeno la decenza di nasconderlo. Ecco che l'effetto Parma (ma anche Livorno, Bagheria, Ragusa, Pomezia, Quarto, Augusta e via dicendo) di cui hanno tanta paura, diventa parte della relazione ad un disegno di legge di modifica dell'Italicum. È solo il primo dei tanti interventi che mirano a modificare la legge elettorale, che tanto hanno voluto e rincorso al punto di approvarsela da soli, malgrado la nostra strenua opposizione»«Le leggi elettorali - attacca Crimi - sono tradizionalmente scritte purtroppo in funzione del risultato elettorale: l'obiettivo è limitare le opposizioni, evitare che possano ribaltare il risultato e consentire ai governi di blindare il proprio risultato. In Costituzione avrebbero dovuto scrivere una sola cosa: i princìpi della legge elettorale, con i quali sottrarla definitivamente alle mire del governo e della maggioranza di turno. Invece hanno sottratto la democrazia ai cittadini. Potete provarci quanto volete, ma non riuscirete mai a sopprimere l'effetto onestà». Si infuria anche il deputato pentastellato Michele Dell'Orco: «Tutto come previsto: M5S vincerebbe e allora si apprestano a cambiare la legge nazionale. Caro Renzi&Co, potete fare la legge che vi pare. Nel 2017, 2018 o quando si voterà... non ci saranno leggi che fermeranno il MoVimento. Quindi #StateSereni».

Lauricella se la ride
Nel frattempo Lauricella se la ride e su twitter si limita a scrivere: «Se ne sono accorti...». La sua proposta prevede di sopprimere il doppio turno e di assegnare un premio di maggioranza alla lista che raggiunge il 40% dei consensi. Se nessuno la raggiunge si applica il proporzionale puro sempre mantenendo la soglia di sbarramento al 3%.

(Con fonte Askanews)