27 giugno 2019
Aggiornato 03:30
FdI commenta la decisione della Farnesina

«Marò a casa subito, altrimenti ritiro immediato delle nostre truppe»

Il Ministero degli Affari esteri annuncia l'attivazione delle procedure per l'arbitrato internazionale in relazione al caso Marò. Giorgia Meloni denuncia l'inadeguatezza e l'incompetenza dei governi Monti, Letta e Renzi nell'affrontare la questione

ROMA - «Ci sono voluti più di tre anni perché l’Esecutivo italiano desse un segno di vita, nonostante avesse detto la stessa cosa un anno fa alla Camera». Giorgia Meloni commenta la decisione della Farnesina di attivare le procedure per l'arbitrato internazionale in relazione al caso dei due fucilieri di Marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. La controversia internazionale va avanti ormai dal 2012 e ben tre governi si sono ritrovati ad affrontare la questione, con scarsissimi risultati.

Gli inutili sotterfugi di Monti, Letta e Renzi
Meloni punta il dito contro le inadeguate manovre messe in campo prima da Mario Monti, poi da Enrico Letta e, da ultimo, da Matteo Renzi per sbrigliare il caso Marò: i premier, convinti della possibilità di poter mettere un punto alla controversia con l'India attraverso «sotterfugi» e «accordi sottobanco che ne contraddistinguono l'azione politica», si sono ritrovati con un pugno di mosche in mano e i due marò ancora in India. Incompetenza ed inadeguatezza da parte dei governi che si sono susseguiti dal 2012 alla base del «sopruso» a cui sono stati sottoposti i fucilieri di Marina e la «nostra Nazione», scrive Giorgia Meloni sul suo blog. Da parte del presidente di FdI-An ancora aspre critiche per le scelte operate dai governi nel tempo, poiché quella di avviare le procedure per l'arbitrato internazionale probabilmente risulterà «tardiva».

Subito la Commissione di inchiesta sul caso Marò
Come suggerisce Meloni, si rende necessario, a questo punto, portare la questione in sede NATO, 'minacciando' un ritiro delle truppe italiane dalle missioni internazionali qualora i due fucilieri non venissero «immediatamente riconsegnati all'Italia». Serve una Commissione d'inchiesta sul caso ed è per questo che Fratelli d'Italia ha insistito ed insisterà perché venga calendarizzata la discussione della proposta di legge per l'istituzione della Commissione, affinché si faccia chiarezza finalmente sulla questione e si individuino i responsabili di questa «vergogna».

Rampelli: complimenti al ministero degli Esteri
A concordare con il leader di Fratelli d'Italia è il capogruppo di FdI alla Camera Fabio Rampelli. Per il deputato l'attivazione delle procedure di arbitrato internazionale da parte della Farnesina sarebbe stata una «bella notizia» se la decisione fosse stata presa a tempo debito, «come aveva chiesto FdI-An». Ancora un attacco duro ai governi Monti, Letta e Renzi che, a detta di Rampelli, avrebbero «perso tempo» ad interloquire con le autorità indiane, le quali avrebbero dilatato i tempi e disatteso la normativa vigente in materia di diritto internazionale. «A nulla è servito» investire in inviati speciali e chiedere all'Unione europea e all'ONU che intervenissero per riportare in patria i militari italiani. Dopo tre anni, solo oggi il Ministero degli Affari esteri annuncia che il fuciliere Latorre non lascerà l'Italia e che Girone dovrà lasciare l'India per tornare a casa. «Complimenti», conclude Rampelli.