21 ottobre 2019
Aggiornato 12:30
black list

Finmeccanica-Leonardo, ecco perché l'India punisce l'Italia annullando 2 miliardi di commesse

Leonardo-Finmeccanica è finita nella lista nera del governo indiano. Nonostante l'aplomb dell'azienda italiana, la perdita per il gruppo si aggira sui 2 miliardi di euro. Ecco perché il rimpatrio di Girone, gli affari con il Pakistan e lo scontro in atto tra Modi e Sonia Gandhi non ci sembrano solo delle coincidenze.

ROMA – Leonardo-Finmeccanica è finita nella black list nel nuovo colosso emergente dell'economia asiatica. Il governo indiano ha escluso l'azienda romana dalla partecipazione ai futuri appalti per sue le forniture militari dopo la condanna per corruzione internazionale dell'ex ad della società dell'aerospazio e della difesa italiana, Giuseppe Orsi. Ma dietro la decisione dell'India potrebbero esserci ben altre motivazioni.

Leonardo-Finmeccanica nella lista nera del governo indiano
Il governo indiano ha annunciato la sua decisione di escludere il gruppo Leonardo-Finmeccanica dai futuri appalti nazionali per le forniture militari. Ufficialmente, le ragioni della rappresaglia risiedono nell'inchiesta per corruzione internazionale che ha coinvolto l'ex amministratore delegato dell'azienda italiana, Giuseppe Orsi, e l'ex amministratore delegato della sua controllata Agusta Westland, Bruno Spagnolini. Entrambi sono stati condannati a quattro anni di reclusione per aver corrotto dei funzionari del governo indiano al fine di ottenere una commessa da 556 milioni di euro.

La risposta dell'azienda italiana
Il gruppo guidato da Mauro Moretti ha incassato il colpo con un invidiabile aplomb, rispondendo in un comunicato ufficiale che «l’esposizione del Gruppo Leonardo-Finmeccanica sull’India è estremamente limitata perché da anni non viene incluso nelle previsioni alcun nuovo ordine», lasciando intendere che la decisione del governo indiano non avrà conseguenze economiche rilevanti e confermando tutti gli obiettivi annunciati nel precedente piano industriale. Tuttavia, la perdita in questione sembra tutt'altro che irrilevante poiché si aggirerebbe sui due miliardi di euro.

La coincidenza del rimpatrio di Girone
Il conto (salato) pagato da Leonardo-Finmeccanica, però, potrebbe includere degli extra non riconducibili affatto agli errori all'azienda italiana. Dietro la decisione del governo indiano, infatti, potrebbero esserci ben altre motivazioni. Innanzitutto, è impossibile non accorgersi di una strana coincidenza: nonostante l'inchiesta per corruzione internazionale nei confronti di Orsi e Spagnolini si sia conclusa nell'aprile scorso, la notizia dell'esclusione del gruppo dai futuri appalti per le forniture militari è arrivata subito dopo il rientro in patria di Salvatore Girone.

Gli affari con il governo del Pakistan
Da tempo i rapporti tra l'Italia e l'India si sono incrinati a causa della vicenda che ha coinvolto i due marò, e né il rimpatrio dei militari né la conclusione della disputa giuridica a seguito della sentenza del tribunale internazionale dell'Aja sembrano aver messo la parola fine alle tensioni ancora in atto tra i due paesi. Ma c'è di più. Il 24 maggio scorso Leonardo-Finmeccanica ha annunciato la firma di un contratto per la vendita di diversi elicotteri AgustaWestland AW139 con il governo del Pakistan. Gli elicotteri saranno consegnati nel 2017 e, sebbene sembra siano destinati ad attività di soccorso, non si esclude che possano essere armati.

Lo scontro in atto tra Modi e Sonia Gandhi
Il governo indiano potrebbe non aver preso bene la scelta del gruppo presieduto dal prefetto italiano Gianni de Gennaro di armare la mano del suo peggior nemico. Infine, come riporta Valeria Covato su Formiche.net, Leonardo-Finmeccanica potrebbe esser rimasto vittima dello scontro in atto, in India, tra il governo di Narendra Modi e il partito all'opposizione guidato da Sonia Gandhi. La discendente del Mahatma è stata più volte accusata dall'establishment governativo di intrattenere rapporti privilegiati con le aziende italiane a causa delle sue origini, e di averle aiutate con mezzi illeciti quando era al potere. Le accuse riguardano anche la società italiana guidata da Mauro Moretti. Forse, la condanna di Giuseppe Orsi e Bruno Spagnolini per corruzione internazionale ha servito su un piatto d'argento al governo indiano la possibilità di regolare i conti non solo con il nostro paese, ma anche con l'opposizione interna.