9 dicembre 2019
Aggiornato 14:30
Italicum

Il costituzionalista: difficile chiedere il referendum sulla Legge elettorale

Gaetano Azzariti, costituzionalista dell'Università La Sapienza di Roma, considera «il referendum tramite il ritaglio della legge elettorale forse la via più impervia». Anche se, «solo una volta definito il quesito si potrà prevedere l'esito dinanzi alla Consulta».

ROMA (askanews) - Gaetano Azzariti, costituzionalista dell'Università La Sapienza di Roma, considera «il referendum tramite il ritaglio della legge elettorale forse la via più impervia». Anche se, «solo una volta definito il quesito si potrà prevedere l'esito dinanzi alla Consulta».

Italicum non è fortino inattaccabile
«Non è facile - spiega in una intervista a La Repubblica - individuare le parti da sottoporre a questa procedura. La giurisprudenza costituzionale impone che l'abrogazione di una legge elettorale non comporti la 'paralisi di funzionamento'. Ciò significa che si possa votare con una legge in vigore». L'Italicum non è un fortino inattaccabile, spiega, «è vero però che bisognerebbe utilizzare una sofisticata tecnica di ritaglio in grado di cancellare le numerose criticità costituzionali della legge e al contempo proporre un nuovo sistema elettorale subito applicabile».

Referendum sentiero più impervio
Tuttavia «una legge fortemente incostituzionale costringe a cercare tutte le strade per approdare alla Corte. Quella del referendum è forse il sentiero più impervio, ma altre vie sono perseguibili e saranno perseguite». Azzariti si dice «sicuro che la questione verrà proposta» alla Corte Costituzionale. «La Consulta affronterà di nuovo gran parte delle questioni che pensava, e noi tutti pensavamo, fossero risolte. Una nuova dichiarazione di incostituzionalità sarebbe la più profonda delegittimazione del sistema politico».