22 ottobre 2021
Aggiornato 09:00
Il costituzionalista Pd difende l'Italicum

Ceccanti: Brunetta e Cuperlo volevano il premio alla lista

Uno dei punti più contestati della legge elettorale voluta da Matteo Renzi è quello che attribuisce il premio di maggioranza alla lista e non alla coalizione, come avveniva invece con il 'Porcellum', ma molti di coloro che criticano questo punto della riforma non troppo tempo fa erano a favore, al punto da firmare un referendum che proponeva proprio questa modifica.

ROMA (askanews) - Premio di maggioranza alla lista, anzi no: uno dei punti più contestati della legge elettorale voluta da Matteo è proprio quello che attribuisce il premio di maggioranza alla lista e non alla coalizione, come avveniva invece con il 'Porcellum', ma molti di coloro che criticano questo punto della riforma non troppo tempo fa erano a favore, al punto da firmare un referendum che proponeva proprio questa modifica. E' il costituzionalista Stefano Ceccanti, Pd e vicino alle posizioni renziane, a pubblicare sul proprio blog l'elenco dei membri del comitato promotore dei referendum Guzzetta del 2009, quesiti che non raggiunsero il quorum nel voto del 21 e 22 giugno di quell'anno.

Incongruenze in Forza Italia
Il premio alla lista «realizza una vocazione totalitaria e autoritaria», dice ora Brunetta, come si può leggere in una dichiarazione su twitter dello scorso 30 marzo. Ma il capogruppo di Fi figura nel comitato promotore del referendum che chiedeva di eliminare la possibilità di apparentamento tra liste di diversi partiti per ottenere il premio di maggioranza. E' il caso, anche, di Stefania Prestigiacomo, che pure faceva parte del comitato promotore di quel referendum e che adesso parla di «grave profilo di incostituzionalità» nel meccanismo previsto dall'Italicum per «l'attribuzione del premio di maggioranza».

I pentiti a sinistra
Ma anche a sinistra ci sono i pentiti, a cominciare da Gianni Cuperlo: anche l'ex sfidante di Renzi alle primarie era nel comitato promotore del referendum che chiedeva il premio alla lista, mentre ora chiede di «garantire la possibilità di un apparentamento al turno di ballottaggio», come dice in una intervista a Libero dello scorso 10 aprile. E pure Franco Monaco, prodiano, faceva parte insieme ad Arturo Parisi di quel gruppo di referendari, mentre ora propone un "lodo" centrato sullo scambio preferenze-premio alla lista: la minoranza rinunci alle preferenze e Renzi ritorna al premio di coalizione.