12 novembre 2019
Aggiornato 19:00
L'Italicum è la sconfitta del bipolarismo

Landini e Prodi uniti contro Renzi

Il leader della Fiom attacca il premier, Matteo Renzi, accusandolo di essere il «padrone» del Parlamento e della scuola. Ma parole dure arrivano anche da Romano Prodi, intervenuto a Radio anch'io.

TORINO  (askanews) - Il leader della Fiom attacca il premier, Matteo Renzi, accusandolo di essere il "padrone" del Parlamento e della scuola. Ma parole dure arrivano anche da Romano Prodi, intervenuto a Radio anch'io.

Landini: Renzi? E' il padrone del Parlamento
Il leader della Fiom, Maurizio Landini, attacca Renzi su diversi fronti, accusandolo di gestione padronale del Parlamento e della scuola. Intervenendo a Torino al termine dell'assemblea Fiom sulla campagna elettorale per l'elezione del Rls del gruppo Fca-Cnhi, Landini ha osservato che oggi se i parlamentari del Pd «non sono d'accordo con il governo possono essere sostituiti e messi fuori e questo vuol dire che si è dentro una gestione padronale che va dal governo, alla scuola, alle imprese». Quanto alla scuola, Landini ha parlato di «atteggiamento padronale» nei confronti di chi lavora, «presidi che hanno il potere di decidere chi assumere o no, chi far lavorare o no non è quella la riforma della scuola di cui abbiamo bisogno». Quanto alla lettera annunciata dal premier, Landini ha osservato che «anziché confrontarsi con i sindacati che scioperano e quindi hanno proposte lui pensa di doversi rivolgere direttamente a chi lavora nella scuola e questo mi ricorda un'idea un po' antisindacale di chi pensa di saltare le rappresentanze dei lavoratori, parlando direttamente con i lavoratori, come ha fatto Marchionne».

Prodi: Il Partito di Renzi non prevede alternative
Il Partito della nazione cui sembra ispirarsi Renzi «non è uno schema di democrazia con alternanza che avevamo con l'Ulivo, è un quadro diverso. I Paesi moderni non hanno un partito della nazione, non certo un Paese democratico, come può essere la Francia, o la Gran Bretagna, o la Germania». Lo ha detto Romano Prodi intervenendo a Radio anch'io. Sollecitato a una riflessione anche in occasione del ventennale dell'Ulivo, Prodi si è detto «totalmente d'accordo» con l'analisi poco prima proposta dal giornalista Marco Da Milano, con cui ha scritto il libro «Missione incompiuta», secondo il quale «l'Ulivo era nato non come risposta a Berlusconi ma come progetto di governo dentro un quadro di bipolarismo, il Partito della nazione di Renzi, prefigurato dall'impianto dell'Italicum è un partito centrale, simile alla Dc della prima Repubblica, in cui non c'è possibilità di alternativa. Cioè è estraneo al bipolarismo».