20 febbraio 2019
Aggiornato 09:00
Conclusa «Human Factor» a Milano

Vendola prova a «ricostruire» la sinistra

Il leader di SEL: «Deve esser consentita la doppia tessera, faremo il punto a primavera». Civati: «Qui mi sento a casa tra compagni e amici». Landini: «Serve un cambiamento, cammineremo insieme».

MILANO - Per sciogliere Sel e fondare un nuovo soggetto politico di sinistra alternativo al renzismo è troppo presto, ma intanto può nascere una «coordinamento» delle sinistre che inizi a mettere allo stesso tavolo, senza strappi, la minoranza del Pd. E' questa la strategia di Nichi Vendola, il leader di Sel, che ha concluso a Milano «Human factor», conferenza programmatica organizzata dal suo partito e animata da molti ospiti democrats come Stefano Fassina, Gianni Cuperlo e Pippo Civati, che contestano la linea del segretario Matteo Renzi.
«Possiamo immaginare la nascita di un coordinamento, non fatto da leader, ma da rappresentanti di forze politiche, di associazioni collettive e organizzazioni, tutti coloro che sono interessati a questo processo. Deve lavorare per tutto febbraio, fare campagne nazionali e iniziare un rimescolamento dei popoli». Una cosa comunque è certa: «Deve essere ovviamente consentita la doppia tessera, la doppia militanza. Poi ci ritroveremo in primavera per fare il punto» ha aggiunto Vendola.

Pisapia si tira fuori - Quello di Sel non vuole essere un «imprimatur» su «un processo che deve essere di cessione di responsabilità da parte di ciascuno» ha chiarito Vendola. Anche perché la sinistra, a suo parere, non può rinascere dal semplice abbandono delle lotte intestine: «Non possiamo essere la sinistra del futuro se siamo soltanto la somma algebrica di come eravamo nel passato, non ce la facciamo».
In ogni caso la tabella di marcia indicata da Vendola è serrata e il progetto sembra tagliato su misura, con la partita del Quirinale alle porte, per la minoranza del Pd. «Qui mi sento a casa tra compagni e amici» ha detto Civati, reduce da una giornata di insulti online provocati dalla sua ennesima presa di distanza da Renzi. «Non c'è bisogno di dividere il Pd, ma non posso garantire che questo non succeda» aveva detto poco prima. Il voto per il Quirinale sarà il primo banco di prova, ma intanto c'è chi, come Giuliano Pisapia, già si tira fuori dal coordinamento proposto da Vendola: non entrerò perché «mi occuperò di Milano - ha detto - per le grandi sfide che attendono la città nei prossimi mesi».

Landini: Serve un cambiamento, cammineremo insieme - «Serve un progetto di cambiamento che nasca dalla società, dai suoi conflitti e dai suoi protagonisti, dobbiamo fare qualcosa di più importante e impegnativo che una semplice denuncia delle ingiustizie o di un'orgogliosa testimonianza. Per tutto questo oggi siamo lì con voi, a partire dal contributo che un nostro segretario nazionale porterà alla discussione a nome della Fiom. E sono certo che su questa strada continueremo a camminare assieme». Lo ha scritto il leader della Fiom, Maurizio Landini, in un messaggio inviato a «Human Factor», convegno programmatico organizzato da Sel.