20 febbraio 2019
Aggiornato 09:00
Renzi recupera tre senatrici tra i 29 contrari all'Italicum

Albano, Idem, Puppato: dissidenti Pd, ma non troppo

Continua lo scontro sull'Italicum, ma dalle tre senatrici Pd Albano, Idem e Puppato, l'opposizione è moderata. Pur avendo firmato il documento dei 29 dissidenti, rimangono convinte di dover procedere con le riforme. Due, gli emendamenti remissivi al centro della discussione in Senato

ROMA - «La battaglia fatta nel corso di questi mesi, che ha visto in ultima istanza le nostre firme apposte sul 'documento dei 29', attesta l'importanza che assume una buona legge elettorale rispetto ad una meno garantista dell'interesse del singolo cittadino che abbia la volontà di esprimere la sua scelta verso il candidato da eleggere». Lo dicono le senatrici del Pd Donatella Albano, Josefa Idem e Laura Puppato.

NON SIAMO D'ACCORDO, MA PROCEDIAMO - «Il timore, che le simulazioni non hanno completamente cancellato, è che la Consulta possa ritenere nuovamente censurabile il modello dei capolista bloccati, ritenendo insufficiente il numero degli 'eletti' rispetto agli 'indicati' nel nuovo Parlamento - spiegano i senatori dem -. Ciò premesso, intendiamo rivendicare la nostra forte volontà di procedere nelle riforme tutte e nessuna esclusa ritenendo che sarebbe devastante che il Parlamento non abbia la forza e la qualità per emanare una nuova legge elettorale, dovendosi così accontentare del prodotto 'misto' frutto della sentenza della Consulta che lo scorso anno ha rigettato il Porcellum. La sintesi fin qui trovata, non ci soddisfa pienamente, pur essendo anni luce migliore dello stesso Porcellum, ma il punto politico della riforma da promuovere vale più di ogni motivata riflessione nel merito e vincola la nostra scelta al voto favorevole verso l'Italicum», concludono.

DUE GLI EMENDAMENTI CRITICI - Sono due gli emendamenti su cui si è spaccato il partito di Matteo Renzi al Senato e sui quali adesso si stanno posizionando anche altri gruppi per poter pesare nella partita della legge elettorale. Si tratta di due strumenti parlamentari che puntano a modificare sostanzialmente la riforma all'esame dell'aula.

EMENDAMENTO GOTOR - L'emendamento a prima firma Miguel Gotor, sottoscritto da 29 senatori Pd lega innanzitutto l'entrata in vigore dell'Italicum all'approvazione della riforma costituzionale che supera il bicameralismo paritario. Quindi prevede che l'assegnazione dei seggi avvenga per un 30% con capilista bloccati e per un 70% tramite le le preferenze. L'emendamento inoltre mantiene la soglia per il premio di maggioranza al 37%, mentre nel nuovo Italicum questa sale al 40% e lo sbarramento all'8%, mentre dovrebbe scendere al 3%.

EMENDAMENTO ESPOSITO - L'emendamento a prima firma Stefano Esposito contiene tutte le novità introdotte dall'accordo di maggioranza, ossia soglia al 40% per il premio, sbarramento al 3% per le liste, e soprattutto prevede che i collegi plurinominali siano 100 e i relativi capilista bloccati, nel senso che sono sicuramente eletti, successivamente si possono esprimere fino a due preferenze con alternanza di genere. L'emendamento contiene anche la clausola di salvaguardia, ossia stabilisce che la legge entra in vigore dal primo luglio 2016.

PERCHÈ SI DEFINISCONO REMISSIVI - Entrambi si definiscono remissivi perchè la loro approvazione farebbe decadere immediatamente la gran parte dei 44mila emendamenti presentati. A favore dell'emendamento Gotor si sono espressi - oltre la minoranza Pd - i senatori ex M5S. A favore dell'emendamento Esposito è, fra gli altri, Silvio Berlusconi che ha chiesto ai senatori di Fi di votarlo, e la maggioranza.