19 ottobre 2019
Aggiornato 15:00

Morgoni (Pd): «La nostra minoranza a braccetto con chiunque»

Il senatore Mario Morgoni, componente della Direzione Pd, commenta la votazione in commissione Affari costituzionali della Camera dove il governo Renzi è stato battuto su due emendamenti alla riforma costituzionale: «All'opera una strana alleanza Pd, grillini e leghisti».

ROMA - «Oggi all'opera contro la riforma costituzionale del governo Renzi una strana alleanza tra minoranza Pd, parlamentari grillini e la Lega del compagno Vladimir Salvini». E' quanto ha dichiarato il senatore Mario Morgoni, componente della Direzione Pd, commentando la votazione in commissione Affari costituzionali della Camera dove il governo Renzi è stato battuto su due emendamenti alla riforma costituzionale. «Bindi, Cuperlo e D'Attorre devono avere una grande nostalgia di quando perdevano e stavano al calduccio di una comoda e serena opposizione», ha aggiunto.

D'ATTORRE: NO FATTO POLITICO, MA QUESTIONI TECNICHE - Alfredo D'Attorre, deputato della minoranza Pd, sostiene che non consiste in un fatto politico quanto accaduto questa mattina in commissione Affari costituzionali della Camera, dove il governo è stato battuto su un emendamento al ddl riforme presentato dalla minoranza del Pd e approvato nonostante il parere contrario dell'esecutivo. «Erano questioni tecniche su cui c'era una larghissima condivisione», sostiene D'Attorre, aggiungendo: «Non si capisce perché il governo abbia dato parere negativo. Nel Pd c'è l'impegno di tutti nel Pd a non toccare i pilastri della riforme ma deve in commissione deve prevalere la discussione». Sugli altri nodi del ddl da sciogliere D'Attorre si augura che relatori e governo assumano un diverso comportamento «rimettendosi all'orientamento che emerge in Commissione».