15 dicembre 2019
Aggiornato 02:00
L'ex segretario USA rivela

Contro Berlusconi un complotto della Germania

Renato Brunetta, capogruppo di Fi alla Camera, scrive in un tweet del complotto che sarebbe stato ordito ai danni del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi dalla Germania. Brunetta si rifà alle ultimissime dichiarazioni, riportate sui giornali, dell'ex segretario USA Geithner secondo il quale l'Ue, su spinta tedesca, avrebbe lavorato per far cadere il governo guidato nel 2011 da Berlusconi.

ROMA -  Questa mattina, Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, scrive in un tweet del complotto che sarebbe stato ordito ai danni del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi dalla Germania. Nel tweet Brunetta si rifà alle ultimissime dichiarazioni, riportate sui giornale, l'ex segretario statunitense Tim Geithner secondo il quale l'Unione europea, su spinta tedesca, avrebbe lavorato per far cadere il governo guidato nel 2011 da Silvio Berlusconi. «Matteo Renzi hai letto le rivelazioni Tim Geithner sul Financial Times? Niente da dire? Sempre contrario a commissione d'inchiesta? @SpiegelPeter»

BRUNETTA: ARRIVANO LE CONFERME DI COMPLOTTO «Il complotto continua a ricevere conferme», ha detto Brunetta in una dichiarazione successiva ricordando che «è di ieri sia la pubblicazione della requisitoria del Pm di Trani, Michele Ruggiero, che ha messo sotto accusa Standard & Poor's e Fitch per la manipolazione del rating sul debito sovrano dell'Italia nell'estate-autunno 2011, sia la pubblicazione, a firma di Peter Spiegel sul Financial Times, delle interviste che l'ex segretario al Tesoro americano, Timothy Geithner, ha fatto con i suoi collaboratori per la stesura del libro 'Stress test'».

​IL GRANDE IMBROGLIO - Brunetta è convinto di «aver documentato sin dal 2011 il grande imbroglio che stava alla base di una strategia tesa a speculare sul debito sovrano del nostro paese e a cancellare la democrazia in Italia, costringendo Berlusconi alle dimissioni, sulla base dell'invenzione dello spread. A questa strategia - ha spiegato - dettero un contributo determinante da un lato, per questioni di potere, 'EU leaders' e 'European officials', come testimoniano Geithner e l'ex premier spagnolo Zapatero, e come emerge dall'ultimo libro di Alan Friedman, 'Ammazziamo il gattopardo'; dall'altro lato, per soldi, le agenzie di rating, come emerge dalle carte della procura di Trani».

URGENTE UNA COMMISSIONE D'INCHIESTA - Secondo il capogruppo di Fi alla Camera: «Aumentano di giorno in giorno le testimonianze e i riscontri oggettivi di quanto da noi sostenuto fin da novembre 2011. E, proprio per questo motivo, diventa sempre più urgente per la nostra democrazia e fondamentale per la storia del nostro paese, l'istituzione, da noi richiesta, di una Commissione parlamentare d'inchiesta sulle vicende, le cause e le responsabilità, anche internazionali, che in quell'estate-autunno 2011 hanno portato alle dimissioni di Berlusconi e del suo legittimo governo. Chi pretenda di ignorare queste testimonianze si pone automaticamente dalla parte degli oscurantisti o dei complici di un gigantesco imbroglio che ha avuto per vittima l'Italia sotto due profili: l'economia e la democrazia. Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, ha niente da dire? Ha niente da dire il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano?».