16 luglio 2024
Aggiornato 04:30
Come modificare il Nazareno

Faccia a faccia premier-Cavaliere

La maggioranza trova un accordo sulla legge elettorale in attesa di un nuovo incontro tra il presidente del Consiglio, Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, previsto domani. Durante il vertice di maggioranza, a Palazzo Chigi, Renzi ha voluto mettere a punto una dichiarazione unitaria di tutti i partecipanti nel quale si stabilisce che la maggioranza conferma di condividere l'impianto dell'Italicum.

ROMA - La maggioranza trova un accordo sulla legge elettorale in attesa di un nuovo incontro tra il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, previsto per la giornata di domani. Durante il vertice di maggioranza, che si è svolto ieri sera a Palazzo Chigi, Renzi ha voluto mettere a punto una dichiarazione unitaria di tutti i partecipanti (Pd, Ncd, Sc, Per l'Italia, Udc, Partito socialista, Cd, Gruppo autonomie) nel quale si stabilisce che la maggioranza conferma di condividere l'impianto dell'Italicum il cui testo dovrà però prevedere la soglia di sbarramento al 3%, la scelta dei candidati con il metodo delle preferenze, l'innalzamento della soglia ai fini del successo al primo turno e il ballottaggio al di sotto del 40%.

OK DI PALAZZO MADAMA ENTRO DICEMBRE 2014 - Renzi impone tempi stretti per l'approvazione della legge elettorale, che si applicherà alla sola Camera dei deputati per effetto della riforma del Senato: l'ok di Palazzo Madama dovrà arrivare entro il dicembre 2014 ed entro febbraio 2015 quello della Camera. Anche per la riforma costituzionale la maggioranza, oltre a confermare che non dovrà subire stravolgimenti, traccia il nuovo iter temporale e quindi prevede che sia calendarizzata in Aula alla Camera entro il 10 dicembre 2014 e approvata entro il gennaio 2015, per poi procedere alla nuova lettura al Senato nei due mesi successivi. Confermata infine la volontà di tutti per il via libera al Jobs act entro la fine dell'anno, così che entri in vigore il primo gennaio del 2015.

IL CONFRONTO CON BERLUSCONI - Dopo avere firmato il patto con Angelino Alfano, leader del secondo partito della maggioranza, attraverso un'intesa definita ampia, il presidente del Consiglio procederà con il confronto con le altre forze parlamentari e, prima di tutti, con Forza Italia, che oggi alle 17.00 riunirà il suo ufficio di presidenza proprio in vista dell'incontro Renzi-Berlusconi, che dovrebbe avere luogo nel pomeriggio di domani.

BRUNETTA: RENZI VADA AVANTI CON LA SUA MAGGIORANZA - Intanto il capogruppo di Fi alla Camera, Renato Brunetta, al Gr1, afferma che «il patto del Nazareno prevedeva la riforma della legge elettorale secondo quanto abbiamo approvato alla Camera nell'Italicum. E noi a quella siamo rimasti. E se Renzi con la sua maggioranza ha deciso di cambiare tutto e di buttare quel testo e di scriverne un altro, non c'è più il patto del Nazareno». E continua, Brunetta: «E' tutta un'altra cosa rispetto a quello che abbiamo approvato a marzo di quest'anno. Era un testo completamente diverso, con un premio di maggioranza alla coalizione e non alla lista e con soglie per i partiti apparentati al 4.5%, con 120 collegi e non 75. E tante altre cose ancora. Se Renzi unilateralmente ha deciso di buttare quel testo che è passato dalla Camera, approvato dunque da un ramo del Parlamento, per scriverne un altro legittimo, ma diverso, allora - rimarca Brunetta - vada avanti con la sua maggioranza». «Alle 17 ci sarà un ufficio di presidenza di Forza Italia e lì si deciderà», conclude.