22 settembre 2019
Aggiornato 01:30

Putin e riforme, Berlusconi chiama Renzi

L'ex Cav è convinto di poter mettere utilmente a disposizione la sua esperienza e i suoi contatti diretti. Uno in particolare, quello con Vladimir Putin che negli ultimi giorni avrebbe sentito spesso e lungamente. Anche per questo, non ama molto l'idea di restare con le mani in mano, di non essere «consultato».

ROMA - Favorire una strategia di appeasment, invitare il governo a posizioni prudenti, ribadire la necessità che l'Europa parli con una voce unica. Raccontano che in cima ai pensieri di Silvio Berlusconi ci sia la situazione internazionale: Russia-Ucraina, Medio Oriente, Libia, terrorismo. Per questo, rientrato ieri a Roma, il leader di Forza Italia ha deciso di parlarne direttamente con il premier, Matteo Renzi. Secondo alcune fonti, le telefonate tra palazzo Grazioli e palazzo Chigi nelle ultime ore sarebbero state due: una ieri e un'altra oggi. Berlusconi - spiegano infatti fonti parlamentari azzurre - sta tenendo «contatti costanti» sulla politica estera. Tanto che, con l'occasione di farle i suoi auguri per la nomina a Mrs Pesc, avrebbe chiamato anche l'attuale ministro degli Esteri, Federica Mogherini.

DIALOGARE CON PUTIN - L'ex Cav è infatti convinto di poter mettere utilmente a disposizione la sua esperienza e i suoi contatti diretti. Uno in particolare, quello con Vladimir Putin che negli ultimi giorni avrebbe sentito spesso e lungamente. Anche per questo, non ama molto l'idea di restare con le mani in mano, di non essere 'consultato', proprio lui che si vanta di avere - unico leader mondiale - presieduto tre G8 o di aver fatto avvicinare la Russia alla Nato nel pluricitato vertice di Pratica di mare. Un evento che, non a caso, viene richiamato anche nel Mattinale, la nota politica del gruppo di Forza Italia alla Camera. «Renzi - si legge - riprenda, se ne è capace, l'ostpolitik e la logica pacificatrice operosa di Berlusconi, come a Pratica di Mare, nel maggio 2002, dove si vide la Nato stringere una partnership con la Russia nella guerra al terrorismo. Occorre che al di là dei giusti moniti a evitare escalation militari appaia chiara la volontà di dialogo».

RIFORMA DELLA GIUSTIZIA - Nella doppia telefonata con Renzi (alla presenza di Denis Verdini) si è però anche parlato di riforme, compresa quella della giustizia. L'ultima volta che i due si erano incontrati vis a vis, d'altra parte, era il 6 agosto e fu preso l'impegno di rivedersi a settembre anche per mettere a punto modifiche condivise all'Italicum. Il nuovo colloquio - è stato ipotizzato - si dovrebbe tenere a metà mese.

LA RIORGANIZZAZIONE DEL CENTRODESTRA - In riunione con Denis Verdini, inoltre, Berlusconi avrebbe affrontato anche il tema delle candidature alle amministrative: la settimana prossima, infatti, dovrebbe presiedere una riunione con i coordinatori regionali. Secondo fonti parlamentari, almeno a livello locale, un riavvicinamento del 'vecchio' centrodestra sarebbe cosa fatta. Diversa è invece la situazione a livello nazionale: oggi a Roma si è svolto un incontro dei parlamentari di Ncd, Udc e Pi che fanno parte dell'intergruppo verso la costituente popolare che ha tra gli obiettivi la nascita di gruppi unici a Camera e Senato e di un grande partito moderato in futuro. Il desiderio del Cav di riunire tutte le forze alternative alla sinistra resta attuale, ma è chiaro che si pongono molti ostacoli di natura anche pratica. Per esempio, la sua idea, è che nessuno possa mettersi a contrattare delle rendite di posizione. Il riferimento ad Alfano non è casuale.