19 novembre 2019
Aggiornato 13:30
Riforme

Grillo a Renzi, ci stai o no? Matteo, ci sto

Il leader dei 5 Stelle torna a lanciare messaggi al Premier per l'apertura di un dialogo sulle riforme. I vertici del Movimento oggi si sono scambiati i ruoli: mentre l'ex comico usa toni concilianti con il presidente del Consiglio, il vice presidente della Camera, Luigi Di Maio accusa Renzi di essere «uno spudorato temporaggiatore» per non avere ancora risposto alla richiesta dei grillini.

ROMA - Il Movimento 5 stelle è pronto «a sedersi ad un tavolo di trattative» sulle riforme, sia per quella che riguarda il Senato che per la nuova legge elettorale. Riforme oggi «ferme al palo» e sulle quali può dare «un contributo fondamentale». Infatti, «non c'è alcuna preclusione da parte del MoVimento 5 Stelle ad affrontare anche un tavolo di trattative sulle riforme costituzionali. Vogliamo lavorarci in modo rapido e responsabile, non c'è da parte nostra nessuna intenzione di ritardare il processo». Lo ha scritto Beppe Grillo sul suo blog, chiedendo al presidente del Consiglio: «Renzi ci stai o no?».

Renzi: Appuntamento per mercoledì, decidiamo l'orario - Matteo Renzi è pronto a incontrare M5s sulle riforme, ma chiede ai grillini di chiarire se vogliono vederlo come premier o come leader del Pd. In una lettera, il presidente del consiglio spiega: «Vi propongo di vederci mercoledì in un orario da concordare insieme. Vi chiedo soltanto di conoscere meglio l'interlocutore della vostra richiesta di dialogo. Mi avete scritto come Presidente del Consiglio e dunque possiamo vederci a Palazzo Chigi con una delegazione dell'esecutivo».
«Ma - aggiunge Renzi - avete anche evidenziato - nel vostro ragionamento - l'importanza del successo elettorale (sottolineatura di cui vi sono personalmente grato) che come è ovvio è un successo elettorale non del Governo, ma del Partito democratico. Se preferite confrontarvi con noi come Pd, allora organizziamo una delegazione del partito e dei gruppi parlamentari».

Grillo: Romani e Boschi, un duetto misterioso - Sotto il mirino di Grillo è finita anche la riunione fra il ministro Boschi e il presidente dei senatori di Fi, Romani.
«Il ministro Boschi si è incontrata con Romani di FI per la legge elettorale. Perché non hanno fatto lo streaming? Cosa hanno da nascondere?», ha scritto infatti Beppe Grillo su Twitter, a proposito dell'incontro che c'è stato oggi tra il ministro per le Riforme e il presidente dei senatori di Forza Italia.

Di Maio si mette a fare Grillo - «E'spudorato questo temporeggiamento di Renzi», ha affermato Luigi Di maio, vice presidente della Camera, spiegando di non avere avuto ancora nessuna risposta in merito alla ua richiesta di un incontro con il premier sulla legge elettorale.
«Abbiamo inoltrato una richiesta a Renzi - ha sottolineato  Di Maio - per incontrarci e discutere di legge elettorale. Non ci hanno ancora risposto. Ci facciano sapere che vogliono fare. Questo temporeggiamento ci sembra anche un tantino scortese. Vorremmo fare la legge elettorale del 2014, non quella del 2054. Non pretendiamo che si parli della nostra legge elettorale e basta, quello è un punto di partenza. Se si va a un tavolo si va per trattare».

La svolta del dialogo decisa senza consultare la base - Ma questa svolta del Movimento per l'apertura di una dialogo con il governo è stata dibattuta, come prevedeno i comandamenti del 5 Stelle, con la base attraverso una consultazione on line?
Alle accuse di non avere consultato la rete prima di lanciare l'idea dell'incontro, Di Maio ha replicato: «La rete verrà consultata in quanto dopo l'incontro, se ci sarà, il risultato della trattativa sarà ratificata dai nostri iscritti, sarà confermata oppure no». Ma i dissidenti del Movimento mettono Grillo sul banco degli accusati anche per la vicenda Farage.

Orellana: doveva parlarne prima con gli elettori - «Grillo ha passato troppo tempo ad aggredire il nemico utilizzando linguaggi violenti e ha perso il duello con Renzi»,  ha affermato l'ex  senatore del M5S, Luis Orellana.
A giudizio del parlamentare lombardo, oggi esponente di Italia Lavori in corso, Grillo è stato «molto scorretto» perché ha scelto di «non dire agli elettori per tempo dell'alleanza con Farage, un motivo di grande preoccupazione per tantissimi attivisti».

L'ideologo Becchi difende l'alleanza con Farage - Il MoVimento 5 Stelle- ha scritto Becchi sul Blog di Grillo-  è ormai abituato ai costanti attacchi mediatici. Sul blog si risponde solo a una piccola parte di essi, quelli che nella loro faziosità appaiono i più macroscopici. Gli attacchi della stampa «nemica» sono però meno insidiosi di quelli dei falsi amici che vorrebbero dettare la linea politica del MoVimento, che non ha nessuna intenzione di farsela dettare.
Premesso questo, di seguito alcune puntualizzazioni:
Il M5S non "sorvola" sull’accordo con Farage che porterà i nostri cittadini portavoce a lottare in Europa contro la Troika e per gli interessi del nostro popolo.
Il M5S non "sorvola" sul fatto che questa decisione è stata presa dopo un voto espresso a larghissima maggioranza dagli iscritti sulla rete.
Il M5S non "sorvola" sul fatto che «si sta con chi ci vuole e con chi si vuole» e i Verdi avevano chiuso la porta a qualsiasi trattativa.
Il M5S ha apprezzato che Farage, colui che da anni lotta a Bruxelles contro l’eurocrazia, l'abbia invitato ad unirsi al suo gruppo ed è evidente che il fango gettato dai giornali su questo accordo è dettato in primo luogo dalla paura dell’eurocrazia che si crei una miscela esplosiva tra Ukip e MoVimento 5 Stelle. Nonostante tutti, soprattutto in Italia, abbiano cercato di boicottare la formazione del gruppo, Farage è riuscito a costituirlo. In Europa è nata per la prima volta una vera opposizione che risponderà colpo su colpo all' inciucio europeo tra destra e sinistra.

Ciampolillo: Alfano ha strumentalizzato la povera Yara - Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, si deve dimettere. Lo ha scritto Lello Ciampolillo, senatore M5S, sul blog di Beppe Grillo.
Il giovane ex rampollo di Berlusconi - afferma il senatore Ciampolillo - pur di millantare meriti di certo non propri, ha rivelato notizie riservate in merito alla svolta investigativa nel drammatico omidio della povera Yara.  «La sconcertante ansia di visibilità di Alfano - prosegue Ciampolillo - costituisce un'ulteriore indecorosa pagina di inadeguatezza di un personaggio politico che, ormai, non può che rassegnare le dimissioni o, in alternativa, essere sfiduciato e mandato a casa. Il M5S aveva già richiesto le dimissioni di Alfano con una mozione di sfiducia. Oggi i cittadini hanno conferma della bontà di quella iniziativa e della assoluta incapacità di questa maggioranza di governo».

Di Maio: I giornali in perdita devono chiudere - «L'Unità chiude? Non c'è da gioire», ha osservato il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, esponente del M5S,  dopo che Grillo ha definito «un'ottima notizia» la possibilità che il quotidiano chiuda.
Secondo l'esponente stellato «un giornale, che è un prodotto di mercato, se ha preso per anni milioni di euro di finanziamento pubblico e non appena glieli togli comincia a morire, è un giornale che sul mercato non ci stava. Un giornale funziona se il lettore lo compra, se non c'è più il giornale chiude».

L'Unità con noi è stato scorretto - «Lo abbiamo detto 6-7 anni fa, col finanziamento pubblico si sono finanziate testate che hanno orientato le scelte politiche degli italiani per troppi anni. Quando è entrata in gioco la rete, la pubblicità si è spostata lì dove c'è più pluralità, per quel che ci riguarda».
«Tra l'altro l'Unità - ha sottolineato ancora Di Maio - è il giornale che titolò 'Grillo contro i terremotati' quando ci astenemmo su un provvedimento che conteneva alcune scelte economiche del Governo che ora stiamo pagando con la Tasi. Utilizzarono titoli strumentali, quindi parliamo di un giornale poco corretto», ha concluso.