21 ottobre 2021
Aggiornato 01:30
Europee 2014

Renzi: Italia ed Europa sono sulla stessa barca

Secondo il Premier italiano «l'Europa oggi vive una fase di difficoltà che è evidente agli occhi dei cittadini che percepiscono quanto sia alto il rischio di una forte affermazione di partiti populisti e antieuropeisti

ROMA - Secondo Matteo Renzi «l'Europa oggi vive una fase di difficoltà che è evidente agli occhi dei cittadini che percepiscono quanto sia alto il rischio di una forte affermazione di partiti populisti e antieuropeisti. Ma questo tipo di evidenza va oltre il cittadino comune e arriva persino a quei politici di tutto il mondo che hanno sempre visto nel nostro continente un modello e un punto di riferimento».

RISCHIO DERIVA TECNOCRATICA - Il presidente del Consiglio lo ha scritto nella prefazione al libro del giornalista Roberto Sommella «L'euro è di tutti». «Il rischio di una deriva tecnocratica e burocratica europea - ha affermato Renzi - è un rischio che non avvertono solo il Parlamento o il Governo, è un rischio che è dentro, insito nell'animo e nel cuore di chi da anni si batte per una Unione europea degna di questo nome. Su questo punto, trovo che sia assolutamente fondamentale che si esca da una visione per la quale l'Europa ci controlla i compiti o l'Europa ci fa le pulci. L'Europa non è un'istituzione 'altra' rispetto a ciò che siamo noi. Italia ed Europa, a dispetto di una certa propaganda, non sono due controparti, sono sulla stessa barca. O l'Italia è in grado di cambiare se stessa, e, contemporaneamente, l'Europa è in grado di uscire da una visione totalmente incentrata sull'austerità, oppure non c'è spazio per la politica».

QUESTIONE DI CREDIBILITÀ - «Ma come possiamo - si è chiesto Renzi - essere credibili a chiedere un'altra Europa, se da trent'anni, la discussione sul sistema bicamerale è sempre quella? Come possiamo essere credibili a chiedere un'altra Europa più attenta alla stabilità, se il nostro sistema elettorale non garantisce la stabilità? Come possiamo essere in grado di chiedere di superare l'euroburocrazia se, per primi noi, in tutti i nostri documenti, in tutte le nostre campagne elettorali, combattute su fronti diversi, continuiamo a dire che abbiamo un programma di riforma della pubblica amministrazione e a non affrontarlo?».
«Come possiamo essere credibili - ha proseguito - a chiedere di cambiare le regole del gioco sull'occupazione giovanile, quando noi abbiamo dei numeri sulla disoccupazione giovanile che gridano vendetta? In Francia la disoccupazione non è molto più bassa che da noi. Sono circa due punti percentuali, ma la differenza fra la disoccupazione giovanile francese e quella italiana è di oltre 20 punti percentuali, 22 a 42 per cento. E' evidente, dunque, che l'Italia ha bisogno, se vuole essere soggetto credibile in Europa, di cambiare se stessa«, ha sottolineato Renzi.