Boschi contro Cuperlo: «Tentativo di bloccare la riforma, non l'affermazione di un valore imprescindibile»
Il ministro per le Riforme: «Il fatto che la proposta dell'elezione diretta di alcuni senatori venga dalla minoranza interna al Pd è poi particolarmente stupefacente essendo proprio lei quella che ha chiesto e ottenuto alla Camera di eliminare dall'Italicum ogni riferimento alla legge elettorale del Senato». La replica: «Riforme decisive ma servono contrappesi»
ROMA - «Insistere per l'elezione diretta di una piccola parte dei senatori assume le caratteristiche più di un tentativo di bloccare la riforma che non l'affermazione di un valore imprescindibile» ha scritto il ministro dei Rapporti con il Parlamento e delle Riforme, Maria Elena Boschi, in una lettera al Corriere della Sera.
MINORANZA PD STUPEFACENTE - «Il fatto che la proposta venga dalla minoranza interna al Pd - ha proseguito - è poi particolarmente stupefacente essendo proprio la minoranza Pd quella che ha chiesto e ottenuto alla Camera di eliminare dall'Italicum ogni riferimento alla legge elettorale del Senato proprio in forza dell'assunto per il quale il Senato non sarebbe mai stato elettivo. Anche per questo il Pd ha proposto una posizione che è in linea con le tesi dell'Ulivo del 1996, con le tesi del governo Prodi del 2006, con le proposte di Renzi alle primarie del 2013: possiamo essere accusati di tutto ma su questo non abbiamo cambiato idea noi».
DISCUTERE SÌ MA POI DECIDERE - «Non abbiamo paura delle idee - ha concluso il ministro - e per questo le apriamo al dibattito con tutti. Una sola cosa ci sta a cuore: discutere con tutti ma poi decidere. Da anni l'Italia è ferma nella palude. Il dibattito è bello, dà stimoli, arricchisce ma poi la politica ha il compito di decidere altrimenti è mera accademia».
CUPERLO, SÌ A RIFORME MA CON CONTRAPPESI - Il leader della minoranza Pd, Gianni Cuperlo dal canto suo ha ribadito a Uno Mattina, in onda su Rai1: «Le riforme costituzionali sono decisive per la crescita e la ripresa del nostro Paese. Dobbiamo costruire però un equilibrio coerente tra riforma elettorale, che va migliorata, riforma del Senato e nuovo titolo V. Non ho pregiudizio alcuno sul Senato non elettivo, ma di fronte ad un monocameralismo che parte da una legge elettorale maggioritaria credo sia necessario trovare i giusti pesi e contrappesi».
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