22 aprile 2019
Aggiornato 12:00
Annuncia investimento da oltre 2 miliardi di euro in ricerca

May rassicura gli imprenditori sul post-Brexit

All'assemblea della Confindustria britannica, la premier May ha rassicurato gli imprenditori sul futuro industriale del Paese nel post Brexit

LONDRA - All'assemblea della Confindustria britannica, la premier May ha rassicurato gli imprenditori sul futuro industriale del Paese nel post Brexit.

Nodi da sciogliere
Uno «scenario sull'orlo del baratro» secondo il presidente di Confindustria Paul Drechsler. Gli imprenditori vogliono un piano preciso e la certezza di non doversi ritrovare a fare i conti con accordi commerciali che cambiano da un giorno all'altro. Tanti i nodi da sciogliere, su tutti la permanenza o meno della Gran Bretagna nel mercato unico, questioni su cui il governo May continua a prendere tempo.

Corporate tax
Il primo ministro si è inoltre impegnata verso il progetto del precedente governo di introdurre un'aliquota del 17 per cento per l'imposta sulle società (la corporate tax), il livello più basso nel G20. the lowest level in the G20.

Fondi alla ricerca
«Oggi la Gran Bretagna dispone di società e ricercatori in prima linea in alcuni dei più entusiasmanti campi della ricerca umana», ha sottolineato May, «Dobbiamo sostenerli e trasformare le forze della ricerca in successi commerciali». Gli imprenditori hanno espresso al premier le loro preoccupazioni per l'impatto della Brexit e per i timori che circondano i futuri negoziati commerciali del Paese con gli stati membri.

L'approccio di May
«Il giusto approccio non è correre avanti senza aver fatto il lavoro di base, ma prendere tempo per avere una posizione negoziale chiara prima di procedere - ha detto la premier - Non è cercare di replicare l'accordo che ha qualsiasi altro paese, ma costruire un nuovo accordo, giusto per noi e per l'Europa, riconoscendo che una Europa forte è un bene per il Regno Unito»

Buone notizie
Fra le buone notizie per le imprese britanniche, l'annuncio da parte della premier dell'arrivo di 2,3 miliardi di euro da investire entro il 2020 in sviluppo e ricerca, con lo scopo di mantenere altamente competitive le industrie britanniche. In attesa che le nuove regole del gioco siano chiare per tutti.

La preoccupazione degli imprenditori
Tra gli imprenditori serpeggiano timori e preoccupazione. «Le aziende stanno inevitabilmente studiando lo scenario da orlo del baratro, una trasformazione improvvisa e da un giorno all'altro delle condizioni commerciali», ha affermato Paul Drechsler, presidente di Confindustria. «Se questo accadesse, le aziende potrebbero trovarsi bloccate in una terra di nessuno regolamentata». Timori condivisi da altri leader imprenditoriali. «Non sono troppo ottimista sulla Brexit», ha dichiarato un rappresentante dell'azienda tedesca Bosch, a condizione dell'anonimato, «Non vedo le cose procedere nella giusta direzione».

May: è ora di fare chiarezza
May ha riconosciuto che la Brexit «crea incertezza per le imprese» e che «hanno bisogno di un po' di chiarezza». Il primo ministro si è finora rifiutata di chiarire che cosa chiederà ai leader Ue, ma ha promesso di aggiornare le imprese sui piani che comunque non rischieranno di «pregiudicare i negoziati che ci saranno»«Se approcciamo i difficili negoziati che ci saranno nel modo giusto, con lo spirito giusto, possiamo ottenere un accordo positivo per la Gran Bretagna e anche per il resto dell'Europa», ha detto l'inquilina di Downing Street. Una delle principali priorità del suo governo sarà ottenere un accordo in tempi brevi sullo status dei cittadini britannici in Europa e dei cittadini europei in Gran Bretagna. La continua disponibilità di forza lavoro europea è una delle principali preoccupazioni delle aziende britanniche.