20 maggio 2022
Aggiornato 20:00
La crisi in Ucraina

Ucraina, Berlino e la ricerca del dialogo con Mosca: «Abbiamo una posizione chiara, no alla guerra»

La Germania è pronta a fare la sua parte, nell'ambito della missione Nato, come membro autorevole dell'UE, nel Formato Normandia, attraverso le relazioni bilaterali

La ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock
La ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock Foto: Unione Europea

«Siamo in un momento molto critico» e «dobbiamo essere pronti a tutto». Ma siccome l'obiettivo è «non avere mai più una guerra in Europa», occorre «utilizzare tutti i canali possibili per ripristinare il dialogo» con Mosca. E la Germania è pronta a fare la sua parte, nell'ambito della missione Nato, come membro autorevole dell'Unione europea, nel Formato Normandia, attraverso le relazioni bilaterali, insistendo con gli aiuti finanziari a Kiev o approvando l'adozione di sanzioni economiche a livello Ue contro Mosca. Lo ha confermato la ministra degli Esteri Annalena Baerbock, cercando così di sgombrare il campo dai dubbi suscitati dalla presunta posizione poco chiara di Berlino riguardo alla crisi tra la Russia e l'Occidente. «È responsabilità della mia generazione, che ha avuto la fortuna di poter vivere in tempi di pace, ed è anche la missione primaria della politica estera. Per questo, fin dal primo secondo, mi sono impegnata sulla via del dialogo ma anche della fermezza di fronte all'avanzata delle truppe russe», ha spiegato oggi Baerbock, in un'intervista a Ouest France, confermando che il suo Paese - seguendo la linea europea - non ritirerà il proprio personale diplomatico dall'Ucraina.

La ricerca del dialogo, Berlino: «Abbiamo posizione chiara»

«Se vogliamo evitare il peggio, non dobbiamo causare il peggio a forza di parlarne». E' sulla base di questa convinzione che Berlino intende «utilizzare tutti i canali possibili per ripristinare il dialogo». Per anni, Russia e Nato non hanno parlato di quale potesse essere un approccio comune alle condizioni di sicurezza. Alla Nato, la diplomazia Ue sta così lavorando per garantire che il dialogo riprenda nel quadro del formato Nato-Russia, in particolare per mettere in atto alcune fasi di disarmo. Ora, come Alleanza, è stato inviato a Mosca «un chiaro segnale». E al momento, secondo la ministra Baerbock, c'è una piccola finestra che si apre al dialogo. «Dobbiamo usarla». Insomma, nessun dubbio sul ruolo di Berlino. «La Germania ha una posizione chiara», «coordinata con i partner europei».

Gli aiuti tedeschi all'Ucraina: dai vaccini all'economia

La Germania è il più grande donatore finanziario dell'Ucraina, in favore della popolazione e per assicurare sostegno all'economia. Berlino offre da anni aiuto finanziario significativo all'Ucraina, «prima ancora degli Stati Uniti». Un importante contributo arriva inoltre sul fronte della lotta alla pandemia di Covid-19, con i vaccini. E con gli investimenti nel settore energetico e il sostegno a importanti processi di riforma nel Paese. Perché, è il timore della Germania, oltre alla minaccia militare esiste anche un pericolo interno di destabilizzazione.

Militari al confine ucraino: «Una minaccia»

Quando 100.000 soldati, con carri armati, mezzi e armi di artiglieria si radunano vicino al confine ucraino senza una ragione apparente, «è difficile non vedere una minaccia lì». La Germania non nasconde le difficoltà, e ammette che occorre «essere pronti a tutto». Ma la questione, secondo Berlino, è molto più ampia. E nel 2022 questo significa pensare a una protezione da un'invasione militare, ma anche essere pronti a contrastare attacchi ibridi come offensive informatiche o l'interruzione della fornitura di energia elettrica. «La destabilizzazione può assumere forme diverse ed è uno strumento utilizzato per acuire il conflitto», ha precisato Baerbock.

I segnali da Mosca: la valutazione di Berlino

Negli ultimi anni sono arrivati diversi segnali dal governo russo. Da un lato, il desiderio di tornare ad un vecchio ruolo geostrategico, con minacce e violenze, come ai tempi della Guerra Fredda. Dall'altro lato, un forte interesse da parte dell'economia russa per una cooperazione ancora maggiore. «Ma entrambe le cose insieme non sono possibili», secondo Berlino. La base di ogni cooperazione è il rispetto del diritto internazionale, e in particolare degli accordi di sicurezza comune. E Baerbock ha chiarito questo punto durante la sua visita a Mosca.

La NATO nell'Est Europa: cosa pena la Germania

La decisione del presidente degli Stati Uniti Joe Biden di sostenere i paesi membri della Nato nell'Europa orientale inviando truppe «non cade dal cielo». L'atteggiamento minaccioso della Russia suscita timori in Polonia e nei paesi baltici, visto il contesto storico. Questo è il motivo per cui, secondo la Germania, «è importante mostrare solidarietà all'interno della Nato ed essere al loro fianco». E «questo dovere prevale, senza condizioni», ha detto Baerbock.

Il ruolo di Berlino nel formato Normandia

Con la Francia, la Germania è il grande mediatore nel Formato Normandia, l'unico in cui Russia e Ucraina sono attualmente impegnate a discutere attorno a un tavolo. Questo ruolo è considerato da Berlino un importante contributo alla sicurezza in Ucraina. E la diplomazia tedesca considera «un segnale positivo» il fatto che la Russia e l'Ucraina abbiano accettato di riprendere i colloqui proprio in questi giorni. Non ci si aspetta certo un'inversione di tendenza entro pochi giorni. «Ma quando si parla, non si spara», è stato notato.

I costi di un'invasione russa: il gasdotto Nord Stream 2

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha ipotizzato «costi elevati» per la Russia in caso di invasione dell'Ucraina. Si tratta di conseguenze economiche, finanziarie e politiche, già concordate con gli Stati Uniti e i partner europei. L'elenco delle misure possibili è lungo e coinvolgerebbe anche il controverso gasdotto Nord Stream 2. «Se c'è un'escalation militare, tutte le opzioni sono sul tavolo. Ciò riguarda, tra l'altro, progetti energetici come Nord Stream 2», ha confermato Baerbock, avvertendo. «Abbiamo in serbo misure efficaci. Ma poiché miriamo prima a ridurre il conflitto, le utilizzeremo solo se necessario». (di Corrado Accaputo)