6 dicembre 2019
Aggiornato 21:00

Trump indomito contro l'euro e la Germania. Trema la Bce

Il consigliere di Trump per il Commercio con l'estero ha lanciato un durissimo attacco nei confronti di Berlino, che si difende appellandosi all'autonomia della Bce per quanto riguarda la valutazione dell'euro

Il presidente americano, Donald Trump.
Il presidente americano, Donald Trump. Shutterstock

NEW YORKDuro attacco alla Germania e all'euro dall’amministrazione Trump. Il capo consigliere della Casa Bianca per il Commercio con l'estero, Peter Navarro (l'economista che Donald Trump ha voluto alla guida del nuovo National Trade Council) ha debuttato definendo l'euro un «marco cammuffato» e pesantemente sottovalutato, che Berlino ha sfruttato ai danni degli altri paesi europei e degli Usa. E in una intervista al Financial Times ha aggiunto che la stessa Germania è il vero ostacolo al Ttip, l'accordo di libero scambio transatlantico i cui negoziati sono in stallo.

La risposta della Merkel alle accuse di Trump
Dopo le pesanti accuse lanciate dagli Stati Uniti d’America in direzione di Berlino, la risposta tedesca non si è fatta attendere. La cancelliera Angela Merkel si è barricata dietro la posizione ufficiale che da sempre la Germania mantiene sulle questioni di politica monetaria: spetta alla Banca centrale europea in piena autonomia. «In merito all'euro e alla sua valutazione - ha affermato Berlino - la Germania è un Paese da sempre a favore di una banca centrale europea che conduce una politica indipendente", ha sottolineato la Merkel. Intanto, però, emergono nuovi potenziali problemi per la stessa Bce. Perché a gennaio, secondo la stima preliminare di Eurostat, l'inflazione ha mostrato un nuovo balzo in avanti, con il quale, all'1,8 per cento - dall'1,1 per cento di dicembre e lo 0,6 per cento di novembre - improvvisamente si ritrova a ridosso dei livelli obiettivo per cui la stessa banca centrale che sta portando avanti massicce misure di stimolo all'economia.

Nuovi problemi all’orizzonte per la Bce
In pratica, in soli tre mesi l'inflazione è triplicata. E’ vero che l'obiettivo di «stabilità dei prezzi» della Bce prevede una inflazione «inferiore ma vicina al 2 per cento» non su un singolo mese bensì sulla media di 18-24 mesi circa. Ed è anche vero che l'istituzione aveva già avvertito di attendersi altri rafforzamenti dell'indice generale (in media gli analisti prevedevano un 1,6%). Tuttavia il dato di gennaio potrebbe riaccendere le pressioni da parte degli esponenti più intransigenti del direttorio, per ridurre le misure di stimolo monetario all'economia che formalmente servono proprio a favorire un ritorno dell'inflazione verso i valori obiettivo. Anche perché, sempre secondo Eurostat, la crescita economica dell'area valutaria ha mostrato una accelerazione, con un più 0,5 per cento del Pil nel IV trimestre, mentre la disoccupazione ha segnato un nuovo miglioramento, al 9,6 per cento a dicembre è ridiscesa ai minimi dal febbraio del 2009, quasi 8 anni a questa parte.

La profezia di Malloch: L’euro potrebbe fare crac a breve
Le dichiarazioni di Navarro intanto hanno innescato uno scatto rialzista dell'euro, che nella serata di ieri si era attestato a 1,0784 dollari. L'economista peraltro era già noto per le dure accuse mosse alla Cina di concorrenza sleale sul commercio e non è il primo a presentarsi all'Europa con questi toni. Il debutto del papabile neo ambasciatore Usa presso l'Ue è stato infatti altrettanto memorabile. Ted Malloch ha profetizzato il collasso dell'euro entro un anno e mezzo. «Non sono certo che ci sarà un’Unione Europea in cui intavolare dei colloqui. La prima cosa che farei nel 2017 è shortare l’euro. Penso che sia una valuta non soltanto in crisi, bensì che ha un serio problema e che pertanto potrebbe fare crac in un anno, un anno e mezzo» di tempo, ha detto soli pochi giorni fa il futuro ambasciatore Ue degli Stati Uniti d’America.