5 agosto 2021
Aggiornato 07:00
Il capo del Cremlino risponde alle accuse di crimini di guerra

Putin contrattacca: «USA i veri responsabili della situazione in Siria. In Occidente isteria anti-russa»

Vladimir Putin risponde alle accuse occidentali di crimini di guerra, rispedendole al mittente. E denuncia un'isteria anti-russa che Ue e Usa hanno interesse a esacerbare

MOSCA - Vladimir Putin non ci sta. In questi giorni di altissima tensione, giorni in cui è addirittura saltata la visita a Parigi del leader del Cremlino, dove avrebbe dovuto incontrare Francois Hollande, Putin si difende dalle accuse occidentali parlando alla tv privata TF1. E lo fa rispedendo le accuse al mittente, soprattutto per quel che riguarda la Siria. 

Ai limiti della tensione
Del resto, dopo l’Ucraina, è diventato il Paese mediorientale il principale teatro della tensione tra la Russia e Occidente, ed è proprio la situazione ad Aleppo ad aver causato la rottura diplomatica tra Mosca e Parigi: Hollande aveva già espresso seri dubbi in merito all'opportunità di incontrare Putin, dopo che in sede Onu si era verificato un vero e proprio scontro diplomatico. La Russia aveva infatti posto il veto sulla risoluzione francese che proponeva di sospendere i combattimenti su Aleppo, ma in seguito un'altra risoluzione russa che proponeva un cessate il fuoco è stata respinta dagli Stati occidentali. Europa e Stati Uniti accusano Putin e il suo alleato Assad di compiere crimini di guerra, e la Francia vorrebbe che la questione fosse oggetto di un'inchiesta della Corte Penale internazionale. Ma per il capo del Cremlino quelle accuse sono prive di fondamento. Anzi, sono pura «retorica».

La Russia continuerà a dare la caccia ai terroristi
Putin ha dichiarato che la Russia continuerà a dare la caccia ai terroristi, anche se questi ultimi si nascondono in mezzo ai civili. "Non possiamo permettere ai terroristi di usare i civili come scudi umani e di ricattare così il mondo", ha spiegato. E le accuse di crimini di guerra sono, a suo avviso, «retorica politica che non significa molto e non tiene conto della reale situazione in Siria».

Occidente il vero responsabile
Putin, anzi, passa al contrattacco: «Sono profondamente convinto che siano i nostri partner occidentali, innanzitutto gli Stati Uniti, i veri responsabili della situazione in Siria». Mosca ha accusato gli Usa di supportare segretamente i terroristi legati ad Al-Qaeda nel tentativo di rovesciare Bashar al Assad. Accusa ovviamente respinta da Washington.

Fomentare l’isteria anti-russa
In merito alla risoluzione francese su cui Mosca ha imposto il veto, Putin ha osservato: «L’hanno licenziata sapendo che non sarebbe passata, proprio per costringerci a usare il veto». Questo, con l’unico scopo di «esacerbare la tensione e di fomentare l’isteria anti-russa» (LEGGI ANCHE «Russofobia, il male incurabile dell’Occidente»).

L’incontro di Losanna
Nonostante la tensione sia alle stelle, il dialogo tra Mosca e Washington non si è definitivamente interrotto. Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, questo sabato, sarà a Losanna, in Svizzera, insieme al segretario di Stato americano John Kerry, dove incontreranno i rappresentanti di Arabia Saudita, Iran e Turchia, nel tentativo di stabilire un «approccio multilaterale» alla crisi.

Accuse reciproche
Tuttavia, i rapporti tra Russia e Occidente rimangono seriamente compromessi. Lo dimostrano le parole di Putin, che si è detto preoccupato per ciò che sta accadendo con Washington: «II dialogo con gli Usa praticamente non c’è», ha dichiarato. E ha aggiunto: «Questa non è stata una nostra scelta, noi non lo abbiamo mai voluto». L'amministrazione Obama aveva accusato Mosca di essere dietro al bombardamento di alcuni obiettivi civili in Siria, tra cui un convoglio umanitario che si stava dirigendo verso Aleppo. Da Mosca però respingono ogni accusa: «Non sono stati i nostri jet. Il convoglio é stato attaccato da una delle organizzazioni terroristiche e noi sappiamo che gli Stati Uniti lo sanno ma preferiscono lanciare accuse infondate alla Russia».

Presto nuove sanzioni?
Ma a dimostrare il grado di tensione che rievoca atmosfere da Guerra fredda giunge anche la notizia, diffusa dal Financial Times, secondo cui Regno Unito, Francia e Germania starebbero «esplorando la possibilità» di imporre nuove sanzioni a Mosca a causa dei bombardamenti ad Aleppo (LEGGI ANCHE «La tenaglia occidentale ha fallito. Come Mosca ha superato la crisi, e beffato l’Occidente»). La fonte sarebbe un ex diplomatico europeo, ma non è chiaro se i provvedimenti sarebbero limitati a persone o ufficiali all’interno dell’amministrazione di Vladimir Putin. Secondo l’ex diplomatico, i tre Stati starebbero spingendo per imporre sanzioni anche contro 20 ufficiali del regime di Bashar al Assad.  Una mossa che certamente inasprirebbe la tensione tra i due lati della rediviva cortina di ferro. E che, agli occhi di Putin, apparirebbe come l’ennesimo segnale dell’isteria russofobica di cui non da ieri soffre l’Occidente.