16 ottobre 2019
Aggiornato 09:00
Il rebus Russia

I giri di valzer di Putin a Ufa: 12 bilaterali in 3 giorni

Lasciando a Ovest, ma non dimenticando la crisi greca e il rapporto sempre più stretto con Alexis Tsipras, il leader del Cremlino va verso Est e da mercoledì sarà nella città di Ufa, fondata da Ivan il Terribile e oggi ricchissima di petrolio, nonchè dall'8 sede di un doppio summit dei Brics e della Organizzazione di Shanghai per la cooperazione.

MOSCA (askanews) - Per Vladimir Putin i giri di valzer della politica internazionale stanno per iniziare e si annunciano giorni intensi questa settimana, anche più del solito. A dispetto di chi parla di una Russia isolata, oltre una decina di interlocutori particolarmente interessanti e variegati per lo zar del greggio, mentre il prezzo del barile, per la prima volta dal mese di aprile, è sceso sotto i 60 dollari sulla scia dell'esito del referendum in Grecia. Gli esperti peraltro avvertono che l'oro nero potrebbe scendere ancora più basso, se l'Occidente togliesse le sanzioni contro l'Iran, con nuovi volumi di petrolio sul mercato. A dimostrazione ancora una volta che tutto è connesso. E Putin lo sa bene. Lasciando a Ovest, ma non dimenticando la crisi greca e il rapporto sempre più stretto con Alexis Tsipras, il leader del Cremlino va verso Est e da mercoledì sarà nella città di Ufa, fondata da Ivan il Terribile e oggi ricchissima di petrolio, nonchè dall'8 sede di un doppio summit dei Brics e della Organizzazione di Shanghai per la cooperazione (Shanghai Cooperation Organisation, SCO).

La presidenza russa ha rilasciato il calendario dei bilaterali ed era da un paio di mesi che il presidente russo non correva una maratona tanto impegnativa. Si comincia con il leader cinese Xi Jinping l'8 (previsto anche un trilaterale il 9 includendo il leader della Mongolia Cahiagijn Elbegdorzh). «I due leader si confronteranno sui temi prioritari delle relazioni bilaterali, con particolare riguardo all'attuazione degli accordi del vertice di Mosca avvenuto l'8 maggio» rende noto l'ufficio stampa del Cremlino. «Il focus sarà sulla realizzazione della cintura economica della Via della Seta» nonchè, «la collaborazione per il coordinamento Sco e Brics negli affari internazionali». Ma soprattutto si sottolinea: «Le relazioni russo-cinesi con un partenariato strategico globale di cooperazione, sono le migliori che la storia ricordi».

In realtà, per quanto si parli di un avvicinamento progressivo, nel periodo gennaio-aprile 2015 si è avvertita una flessione del 29,4%, degli scambi - 20,6 miliardi di dollari - a causa di un forte calo dei prezzi dell'energia e delle materie prime e di una riduzione complessiva delle importazioni cinesi. Nel 2014, gli scambi bilaterali erano pari a 88,4 miliardi di dollari. Peraltro l'andamento della borsa cinese, lascia aperti molti punti di domanda ma «rimane comunque lo stesso obiettivo strategico di portare il commercio bilaterale a 200 miliardi» fa saper il Cremlino attraverso il suo ufficio stampa. «La Cina è un partner economico importante per la Russia», «hanno formato una alleanza strategica nel settore energetico». E ora si punta a una maggiore sinergia finanziaria. Aumentando il volume di transazioni reciproche in valuta nazionale, a marzo la Borsa di Mosca ha iniziato il trading dei futures su base bivalutaria rublo-yuan. Inoltre nel mese di aprile, Mosca è entrata nel capitale dell'Asian Infrastructure Investment Bank (Aiib), la banca multilaterale partecipata da 60 Paesi.

L'8 luglio sarà anche il giorno del bilaterale con il primo ministro della repubblica dell'India Narendra Modi, con il sudafricano Jacob Zuma, nonchè con rappresentanti delle ex repubbliche sorelle: il presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko e il presidente del Tagikistan Emomali Rahmon. Nuova Delhi ha espresso interesse nella costruzione di relazioni con l'Unione economica eurasiatica (Bielorussia, Kazakistan, Russia e, a partire da ottobre 2014, Armenia). «È stato raggiunto un accordo sulla formazione di un gruppo congiunto per studiare la possibilità di concludere un accordo di libero scambio tra gli Stati membri dell'Unione e l'India» sottolinea il Cremlino. Inoltre «un potenziale significativo ha la cooperazione nel settore energetico. Una direzione promettente è la fornitura di gas naturale russo liquefatto in India».

Come con la Cina, anche con India e Sud Africa gli scambi commerciali sono in calo per Mosca. Con Nuova Delhi - 5,6% nel 2014 e una nuova riduzione nel periodo gennaio-aprile, del 17,1%. Con Pretoria - 8,6% nel 2014. Unico Paese del Brics con il quale gli scambi sono in crescita è invece il Brasile, che è il più grande per volumi della Russia in America Latina. Nel 2014 un balzo del 15%, raggiungendo i 6,3 miliardi di dollari di scambi. Con Dilma Rousseff, presidente brasiliano, Putin si incontra il 9, come anche il presidente iraniano Hassan Rohani, con il leader della Repubblica del Kazakhstan Nursultan Nazarbayev. Mentre il 10 i bilaterali saranno con il primo ministro pakistano Nawaz Sharif, il presidente dell'Afghanistan Ashraf Gani, e con il presidente dell'Uzbekistan Islam Karimov.