4 dicembre 2021
Aggiornato 01:30
Domani la Grecia affronta le forche caudine di Bruxelles

Tsipras e Varoufakis a Roma, prove generali di dialogo

Dopo l'annuncio del ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, la borsa di Atene è schizzata al rialzo: più 11%. La Grecia pagherà il suo debito, ma una cosa è chiara: Alexis Tsipras e il suo vice non chineranno la testa davanti all'Europa, così come i loro antenati non furono disposti a farlo dinnanzi all'ultimatum di Benito Mussolini.

ROMA - Dopo l'annuncio del ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, la borsa di Atene è schizzata al rialzo: più 11%. La Grecia pagherà il suo debito, ma una cosa è chiara: Alexis Tsipras e il suo vice non chineranno la testa davanti all'Europa, così come i loro antenati non furono disposti a farlo dinnanzi all'ultimatum di Benito Mussolini.

VAROUFAKIS È IL MINISTRO DELL'ORGOGLIO NAZIONALE - Il ministro delle Finanze del neonato governo di Alexis Tsipras non passa inosservato. Camicia fuori dai pantaloni, fisico da culturista, non bada all'etichetta e va in giro in sella alla sua Yamaha 1300 cv. La stampa greca l'ha incoronato come il politico più "cool" della storia nazionale, e il quotidiano The Guardian racconta che è seguito da orde di ragazzine come fosse una star televisiva. E' lontano anni-luce dallo stereotipo dell'economista, ma ha già dato del filo da torcere all'Europa, che guarda alla Grecia con attesa e preoccupazione. E non a torto, perché proprio il nuovo ministro delle Finanze ha lanciato alla BCE un segnale forte e chiaro: «Meglio la morte» ha dichiarato pubblicamente e con voce ridondante, subito dopo le elezioni: «Il vero deficit in Grecia, è il deficit di dignità. È a causa di questa mancanza di dignità che abbiamo accettato queste misure idiote, e che queste hanno acceso un circolo vizioso di indegnità che in sé mantiene lo scontento, lo fa durare. E questo non è d’alcun vantaggio. Dobbiamo recuperare la nostra dignità. Lo spirito che il 28 ottobre 1940 ci fece rispondere ‘no’ all’ultimatum dell’Italia di Mussolini. Anche allora non avevamo i mezzi per dire no, eppure l’abbiamo detto. Dobbiamo riprendere lo spirito del 28 ottobre».

NELLA STORIA GRECA, C'E' IL «NO» A BENITO MUSSOLINI - Cos'era accaduto il 28 ottobre 1940? Il governo greco respinse con uno storico «Ochi» («no» in greco) l'ultimatum di Mussolini, che pretendeva di entrare nel territorio ellenico come fosse burro, e occuparne alcune località strategiche. O ci fate entrare o sarà la guerra, aveva minacciato Benito Mussolini. Ma il popolo greco rifiutò, pagando col sangue dell'olocausto ellenico il suo coraggio e il suo orgoglio nazionale. Ecco a cosa si riferisce Yanis Varoufakis, quando fa appello alla dignità del suo popolo. Tsipras e il suo ministro delle Finanze sono pronti a dare battaglia, a scuotere le fondamenta dell'Unione Europea, e a far sentire la voce della Grecia, che da sola rappresenterà pure il 2% del Pil dell'Eurozona, ma non ha più paura di gridare il suo dolore. Rispetto a qualche giorno fa, tuttavia, i toni sembrano essersi in parte moderati, in ragione di una più performante diplomazia. Il ministro delle Finanze, oggi a Roma nell'ambito di un tour tra capitali europee per negoziare una riduzione del debito greco, si è detto ottimista rispetto alle possibilità di un accordo.

LA GRECIA PAGHERÀ IL SUO DEBITO, MA NON CHINERÀ LA TESTA DAVANTI ALL'UE - Yanis Varoufakis ha incontrato oggi anche il ministro Pier Carlo Padoan, mentre il premier greco Alexis Tsipras ha visitato il suo omologo Matteo Renzi. Entrambi stasera si recheranno poi a Francoforte, dove domani saranno in visita alla Bce guidata da Mario Draghi. Ieri, nel corso di un incontro con investitori a Londra, proprio Varoufakis ha lanciato una proposta che sembra aver placato gli animi ed essere stata la causa principale del rinnovato ottimismo sui mercati. Per evitare il problema di un taglio secco dei debiti, il ministro ha infatti proposto di scambiarlo con due tipi di nuovi bond: il primo indicizzato alla effettiva crescita economica greca, da scambiare con i crediti erogati dai paesi e dalle istituzioni europee; e l'altro costituito da bond "perpetui" che servirebbero a sostituire quelli già detenuti dalla Bce, con il passato piano anticrisi Smp. Il governo Greco ha confermato questa ipotesi assieme ad altre possibili soluzioni per ridurre il debito nazionale. Secondo alcuni analisti, l'offerta indicherebbe un ammorbidimento della linea della Grecia, che finora sembrava voler pretendere un taglio secco del debito. Nel pomeriggio, la Borsa di Atene è schizzata al rialzo di oltre l'11 per cento, mentre sono arrivati acquisti anche sui titoli di stato ellenici, tanto da farne moderare i rendimenti dopo i forti rialzi delle passate sedute. Yanis Varoufakis e Alexis Tsipras hanno dimostrato di saper giocare su entrambi i piani: quello della diplomazia e quello dell'orgoglio nazionale. E di saper utilizzare molto bene, nei confronti dell'Europa, la carota ed il bastone.