18 ottobre 2019
Aggiornato 13:30
Peggiora la situazione nell'Ucraina dell'Est

Obama e Merkel contro Putin: nuove sanzioni in arrivo per la Russia

Il peggioramento della situazione nell'est dell'Ucraina preoccupa Unione europea e Stati Uniti. Angela Merkel e Barack Obama pensano a nuovi aiuti per il Paese offeso e a nuove punizioni per quello aggressore. Ulteriori misure restrittive in vista: la lista nera stilata dall'Ue potrebbe ampliarsi e possibile divieto di esportazione per alcuni tipi di apparecchiature.

MOSCA - La Russia ancora al centro dell'attenzione politica internazionale. Non solo perché il Parlamento ucraino bolla la Russia come «Paese aggressore» e definisce le repubbliche filorusse di Donetsk e Lugansk come «organizzazioni terroristiche», ma soprattutto per via delle voci secondo cui Unione europea e Stati Uniti starebbero pensando a nuove sanzioni.

TSIPRAS RIFIUTA LE SANZIONI ALLA RUSSIA - La voce fuori dal coro non manca: è quella del neoeletto primo ministro greco Alexis Tsipras, noto alle cronache per la forte opposizione alla linea politica seguita dall'Ue e da sempre critico nei confronti del pugno duro di Bruxelles e Washington con la Russia di Putin. Rifiuta dunque, il leader di Syriza, la dichiarazione congiunta degli altri 28 Paesi europei a favore delle «ulteriori misure restrittive» da perpetrare ai danni della Russia.

LE PREOCCUPAZIONI DI ANGELA E BARACK - L'Occidente, però, non sembra incline ad ascoltare quella mosca bianca di Tsipras. Barack Obama e Angela Merkel si dicono convinti che, per rispondere all'inasprirsi della situazione nell'Ucraina dell'est, l'unica strada da intraprendere è quella della linea dura. Diverse le telefonate intercorse tra la cancelliera e il capo di Stato statunitense nelle ultime ore, inquieti per l'evolversi della vicenda nell'est dell'Europa. A preoccupare i due, in particolare, il «significativo aumento della violenza nell’Ucraina dell’est, il sostegno della Russia ai separatisti e il mancato rispetto degli accordi di Minsk».

PUNIRE LE RESPONSABILITÀ DELLA RUSSIA - Come procedere? Obama e Merkel pensano di intervenire innanzitutto apportando supporto al Paese offeso, l'Ucraina, appunto: è necessario un «robusto pacchetto di aiuti finanziari all’Ucraina», convenendo entrambi, però, sull'obbligatorietà di evidenziare i crimini che Putin consuma nei confronti dell'Ucraina: «la Russia deve essere responsabile delle sue azioni». Alla luce di ciò, le due potenze si muoverebbero sin da subito per provvedere alla disposizione di nuove sanzioni.

LA LISTA NERA DELL'UE - Il quotidiano russo Kommersant, ad un giorno dal Consiglio straordinario dei ministri degli Esteri dell'Unione europea, scrive che l'intensificazione delle misure punitive dell'Ue verso la Russia, dovute al complicarsi della situazione nell'est dell'Ucraina, potrebbe accanirsi sulla lista di nera di cittadini e imprese e sul divieto di esportazione per alcuni tipi di apparecchiature, comprese quelle adibite all'industria del gas. La lista nera in questione, stilata da Bruxelles, conterebbe, per ora, 119 individui e 23 persone giuridiche, numeri che, per Kommersant, probabilmente verrà esteso. 

LA RUSSIA RIMANE NEL SISTEMA SWIFT - Secondo quanto scrive Bloomberg, a questo lievitare di soggetti 'bannati', si aggiungerebbe anche la possibilità di introdurre restrizioni all'acquisto di debito sovrano russo. Difficile, invece, che la Russia venga esclusa dal sistema di transazioni bancarie internazionali Swift. Conseguenza di una mossa simile sarebbe, infatti, «senza limiti», avverte da Mosca il premier Dmitri Medvedev. «Su questo tema non c'è consenso, tanto più alla luce del fattore greco», spiega il quotidiano Kommersant, alludendo alla nota avversione del premier Tsipras a politiche estreme come questa. Tagliare fuori la Russia dal sistema Swift, infatti, avrebbe come risultato diretto e inevitabile quello di danneggiare gli interessi di quei membri dell'Unione europea interessati a difendere il fatturato nei settori non sanzionati.

UE VERSO IL BANDO DELLE FORNITURE RUSSE? - Sempre secondo Kommersant, i ministri potrebbero scegliere di spingere Capi di Stato e Governi a valutare l'eventualità di ostracizzare forniture per alcuni tipi di attrezzature e tecnologie alle aziende russe, tra cui sarebbero contemplate anche quelle che lavorano nel settore del gas, finora non colpito dalle sanzioni. «La situazione ora può cambiare, nonostante i Paesi Ue siano fortemente dipendenti dalle forniture di gas russo», scrive il quotidiano russo riportando la voce di una fonte, che continua affermando che «la maggior parte dei 28 concorda sul fatto che la Russia debba essere ritenuta responsabile dell'attuale escalation in Ucraina». Cosa comporterà una simile eventualità per Gazprom? Sicuramente si tratterebbe di un forte contraccolpo, che minerebbe in profondità anche i suoi progetti di sviluppo della piattaforma di Sakhalin.