29 agosto 2025
Aggiornato 07:30
La crisi Ucraina

Parigi e Berlino a Kiev: «State esagerando»

Il Presidente francese Hollande e la Cancelliera tedesca Merkel hanno chiesto al presidente ucraino di dar prova di «moderazione» nell'intervento militare in corso nell'Est del Paese, dove le forze governative sono ormai a una quindicina di chilometri dalla roccaforte degli insorti Donetsk.

LUGANSK - Berlino e Parigi hanno chiesto al presidente ucraino di dar prova di «moderazione» nell'intervento militare in corso nell'Est del Paese, dove le forze governative sono ormai a una quindicina di chilometri dalla roccaforte degli insorti Donetsk.

Nel corso di un colloquio telefonico durato 40 minuti, ieri in serata, il presidente francese Francois Hollande e la Cancelliera tedesca Angela Merkel hanno preso atto della volontà, espressa da Petro Poroshenko, di «dare prova della necessaria moderazione sul piano militare, in modo da risparmiare la popolazione civile» in quella che il governo di Kiev continua a chiamare «operazione antiterrorismo».

Negli ultimi giorni l'esercito e le forze speciali ucraine hanno ripreso il controllo di vari centri abitati che erano stati occupati dai separatisti filorussi, in particolare Slaviansk, uno dei bastioni della ribellione. Le autorità ucraine assicurano di avere dato precisi ordini di risparmiare i civili, ma solo ieri colpi di mortaio sono finiti su quartieri residenziali di Lugansk, un altro punto cruciale dell'insurrezione separatista.

Cessate il fuoco bilaterale
Merkel e Hollande, riferisce un comunicato dell'Eliseo, hanno anche sottolineato «l'importanza di arrivare rapidamente a una soluzione politica fondata su un cessate-il-fuoco bilaterale, su un meccanismo di sorveglianza della frontiera con l'Osce e la liberazione di tutti gli ostaggi».

Da questo passaggio è scomparsa l'espressione «cessate-il-fuoco incondizionato», in modo da andare incontro alle autorità ucraine, ma resta la richiesta di affidare il controllo della frontiera con la Russia a una missione a guida internazionale, cosa sgradita al governo di Kiev.

I due leader europei, che nei prossimi giorni avranno «un contatto» con il presidente russo Vladimir Putin, anticipano l'intenzione di rinnovare la richiesta di «fare pressioni» sui separatisti ucraini, in modo da arrivare a un negoziato per una soluzione politica. Nella nota emessa dopo il colloquio telefonico a tre, la presidenza ucraina da parte sua sottolinea che è stata rilevata «l'assenza di progressi da parte della Russia nell'applicazione degli accordi conclusi in precedenza».

La Mogherini ha visto Putin
Ieri, a Mosca, il ministro degli Esteri Federica Mogherini ha incontrato il capo del Cremlino, da cui ha registrato la "massima disponibilità a lavorare per un cessate il fuoco immediato, bilaterale e incondizionato» per il Sud Est dell'Ucraina. «E' un primo passo», ha detto la responsabile della Farnesina, anticipando l'intenzione di parlare «di nuovo con Kiev».