24 luglio 2021
Aggiornato 13:30
La crisi Ucraina

Poroshenko e Obama a Varsavia, il fidanzatino che incontra il suocero

Petr Poroshenko si è recato a Varsavia nei panni di un fidanzato che per la prima volta incontra i genitori della ragazza. Il presidente-oligarca spera che Washington lo possa aiutare ad affermarsi nel ruolo del nuovo leader della nazione. Ma che cosa si aspetta da Poroshenko il presidente Obama?

Petr Poroshenko si è recato a Varsavia nei panni di un fidanzato che per la prima volta incontra i genitori della ragazza. Il presidente-oligarca spera che Washington lo possa aiutare ad affermarsi nel ruolo del nuovo leader della nazione. Ma che cosa si aspetta da Poroshenko il presidente Obama?

A quanto sembra, Barack Obama è profondamente preoccupato per il futuro dell’Ucraina. Il 25 maggio, quando in Ucraina erano ancora aperti i seggi elettorali, il presidente degli USA ha auspicato una fruttuosa cooperazione con Petr Poroshenko. In questi giorni, da quando è giunto in Europa, Obama parla solo dell’Ucraina, facendo ogni tanto qualche deviazione per mettere in guardia gli alleati della NATO contro la Russia che «ha oltrepassato i limiti».

Nessuno, naturalmente, è rimasto sorpreso dal fatto che Poroshenko abbia deciso di recarsi in fretta a Varsavia per incontrare Obama. Deve non solo avere il benestare degli USA, ma capire anche quanta libertà d’azione potrà avere, fa osservare il politologo Dmitry Efremenko.

Lo scopo primario è quello di presentare Poroshenko ai paesi occidentali in qualità di presidente neoeletto dell’Ucraina. Questo incontro deve rafforzare le posizioni di Poroshenko all’interno del paese, perché non è un segreto che lui ha delle difficoltà a formare la sua squadra e ad avere l’appoggio della Rada. Ancora più importante, per Poroshenko, è capire se potrà contare sul sostegno degli USA, se deciderà di sciogliere il parlamento e indire elezioni anticipate.

Poroshenko deve inoltre coordinare con i leader occidentali la sua posizione in merito ad alcuni problemi internazionali. Dovrà per forza trattare con Mosca e in questo caso il presidente neoeletto avrà bisogno di sostegno esterno, dice il direttore del Centro di analisi della politica internazionale, Mikhail Neizhmakov.

Kiev sta cercando innanzitutto il sostegno finanziario: la situazione economica dell’Ucraina è gravissima. Notate che una delle prime dichiarazioni di Poroshenko dopo la sua elezione è stata quella con cui ha chiesto agli USA aiuti militari. Certo, tutte le parti, compreso lo stesso Poroshenko, capiscono che gli USA non vorranno ingerirsi direttamente nel conflitto tra Kiev e le regioni di Donetsk e Lugansk. Probabilmente è stato un modo per chiedere degli aiuti tecnico-militari, cioè degli armamenti a prezzi scontati o addirittura gratuiti.

In sostanza, Washington ha già dato a Kiev la mano libera per sedare con la forza le proteste degli oppositori del regime. Eppure, secondo l’esperto, gli USA difficilmente andranno oltre le sanzioni e la fornitura di armamenti. Gli USA stanno cercando di esercitare pressione non solo sulla Russia, ma anche sull’Europa che sta uscendo da sotto il controllo di Washington, crede Vadim Kolesnichenko, deputato della Rada Suprema di Quinta e Settima legislatura.

L’America vuole premere sull’Europa, perché sempre gli americani fanno tutto con le mani altrui. Dopo le elezioni europee è diventato chiaro che l’Europa ha sbagliato di grosso schierandosi contro la Russia. I problemi in Europa hanno cominciato a moltiplicarsi rapidamente, più o meno come avviene in Ucraina. Gli europei devono adesso salvare la propria casa piuttosto che «dare una lezione» alla Russia.

Washington sta cercando con tutte le forze di indebolire le relazioni economiche tra l’Unione Europea e la Russia. Il ruolo centrale in questa operazione è riservato appunto a Poroshenko e alle nuove autorità di Kiev.