24 ottobre 2020
Aggiornato 09:00
La riunione di luglio

BCE in modalità attendista

La presidente Christine Lagarde ha di fatto chiuso la prima fase della politica monetaria di emergenza: i rischi di frammentazione e l’instabilità dei mercati si sono fortemente ridotti

Christine Lagarde, Presidente della BCE
Christine Lagarde, Presidente della BCE ANSA

Banca centrale europea in modalità attendista. Come da pronostici, il Consiglio direttivo ha deciso di mantenere lo status quo sulle massicce misure messe in campo contro la crisi pandemica. In particolare ha confermato a 1.350 miliardi di euro l'ammontare del nuovo programma di acquisti di titoli (Pepp), varato nel marzo scorso, inizialmente con 750 miliardi di euro, poi con una ricarica a giugno di altri 600 miliardi, in risposta ai crolli di attività causati da pandemia e lockdown.

Ma già poco dopo il varo della ricarica da 600 miliardi, quando si erano verificati i primi segnali di ripresa economica alcuni esponenti dell'ala intransigente dell'Eurosistema avevano ipotizzato il non pieno utilizzo della copertura totale del Pepp. E questo era un aspetto su cui le riflessioni di Lagarde erano particolarmente attese.

Avanti così fino a Giugno 2021

La presidente ha ribadito che al momento si conta di utilizzare la piena copertura del programma e ha aggiunto che «solo in caso di sorprese al rialzo molto significative» si potrebbe valutare un taglio o una chiusura anticipata. Al momento le operazioni andranno avanti almeno fino a giugno 2021. Una posizione diplomatica in cui, a seconda dei punti di vista, si può trovare sia la conferma del piano attuale, sia una apertura, per quanto cauta e solo ipotetica, a un eventuale ridimensionamento del Pepp.

«Ma al momento non è nel quadro», ha detto più volte Lagarde, pur ammettendo che nelle ultime settimane la Bce ha ridotto i ritmi dei suoi acquisti di titoli, a riflesso di una certa stabilizzazione dei mercati e del rientro delle pressioni divergenti nell'area euro (presumibilmente in riferimento agli spread). I Btp hanno chiuso la seduta con lievi calmieramenti: i tassi retributivi sulla scadenza decennale sono scesi all'1,18% e lo spread, il differenziale rispetto ai rendimenti dei Bund equivalenti, si è limato a 164 punti base.

Tassi a zero

Il direttorio Bce ha anche deciso di mantenere a zero il tasso di interesse sulle principali operazioni di rifinanziamento, allo 0,25% anche i tassi sulle operazioni marginali e al meno 0,50% i tassi sui depositi parcheggiati dalle banche commerciali. L'istituzione monetaria ribadisce di esser pronta a «aggiustare» tutti i suoi interventi, come «appropriato» per assicurare il conseguimento degli obiettivi sulle dinamiche di inflazione. E rivendica che le nuove maxi operazioni di rifinaziamento ultra agevolate alle banche (Tltro III) «hanno registrato livelli di richieste molto elevanti, sostenendo l'erogazione di credito bancario a imprese e famiglie».

Secondo Lagarde, gli ultimi dati «segnalano un recupero» dell'attività economica nell'area euro dopo i crolli causati alla pandemia «anche se il livello dell'attività resta ben inferiore a prima della pandemia». «A maggio e giugno - ha proseguito - anche con gli allentamento dei lockdown si è verificato un recupero significativo ma diseguale».

Incertezze sull'economia dell'area euro

Sull'economia dell'area euro «è atteso un rimbalzo nel secondo trimestre, anche se l'incertezza sulla velocità complessiva del rimbalzo resta elevata». E le perdite di posti di lavoro, attuali e previste, assieme alle prospettive dell'economia continueranno a pesare sulle capacità di spesa delle famiglie.

Lagarde ha rinnovato i richiami ai leader europei a un accordo rapido e ambizioso sul piano di rilancio post crisi. «A Bruxelles i negoziati richiedono tempo e energia, ma la mia sensazione è che molti leader europei abbiano ben presente ben presente l'importanza di non perdere tempo e segnalare al mondo che ci sta un livello di consenso che sarà dimostrato da un accordo buono e ambizioso, relativamente presto».

Infine, il processo di revisione alla strategia della Bce, lanciato dalla stessa presidente al debutto, ma subito sospeso a causa della crisi pandemica «deve riprendere rapidamente, a settembre», ha affermato. «Finiremo penso nella seconda metà del 2021». Ancora da definire le modalità di comunicazione dei lavori.

(con fonte Askanews)