4 luglio 2020
Aggiornato 01:00
Eurozona

L'ottimismo di Christine Lagarde: «Il PIL crollerà dell'8-12%, ma non ci sarà nessuna crisi dell'Euro»

Il Presidente della BCE ha escluso che gli aumenti dei debiti pubblici conseguenti alle misure antipandemia portino a una nuova crisi dell'area valutaria: «E' la cosa giusta da fare»

Il Presidente della BCE, Christine Lagarde
Il Presidente della BCE, Christine Lagarde ANSA

Economia a picco ma niente nuova crisi dell'euro. Il Pil dell'area valutaria accuserà una caduta tra l'8% e il 12%: almeno «il doppio» del crollo subito nel 2009, dopo la crisi finanziaria iniziata nel 2007. E' la previsione della presidente della BCE, Christine Lagarde, spiegata durante un dialogo in diretta web con i giovani. Posto che è ormai escluso lo scenario di un «impatto mite» sull'economia dal Covid-19, «è molto probabile che saremo tra lo scenario medio e grave», ha detto.

«Il Pil calerà di più che con la grande crisi finanziaria, quando aveva segnato un meno 4,2% circa: qui parliamo probabilmente del doppio - ha detto Lagarde - dipenderà da quanto rapidamente» verranno rimosse le misure di lockdown e da quali attività saranno più danneggiate.

Lagarde invece ha escluso che gli aumenti dei debiti pubblici conseguenti alle misure antipandemia portino a una nuova crisi dell'area valutaria: «No, la risposta è no - ha detto -. L'aumento del debito riguarda tutti i Paesi, non solo l'area euro. Ed è la cosa giusta da fare».

«Le misure di Bilancio vanno prese. L'uso del debito non è solo raccomandato: è la cosa da fare». Peraltro al momento data la bassa inflazione e i bassi tassi di interesse i costi di servizio del debito «sono estremamente bassi», ha rilevato. «Non sono particolarmente preoccupata dai debiti, è una cosa che dobbiamo continuare a seguire ma a questo stadio non mi preoccupa», ha detto.

«Quello che conta è come verrà speso» questo extra debito, ha proseguito. «Se verrà speso per trasformare le nostre economie, pe renderle più produttive, più digitali. E, secondo, se la nostra economia è trasformata in un modo da resistere al cambiamento climatico e per assicurare che rendiamo la crescita sostenibile, allora è un uso particolarmente positivo».

E qui ha ripreso con fervore la sua crociata per inserire obiettivi sul cambiamento climatico nella politica monetaria. Lagarde vuole anzi che questo aspetto venga anche concretamente sostenuto dalla Vigilanza Bce sulle banche, riguardo ai loro portafogli titoli. «Sono anche io molto interessata al cambiamento climatico e a cosa possiamo fare - ha detto durante un dialogo via web destinato ai giovani -. Penso che abbiamo tutti una responsabilità, quale che sia il nostro lavoro, su cosa possiamo fare per aiutare».

«Su quel che può fare la Bce. Primo punto, dobbiamo capire il rischio che pone e inserire questo rischio nei nostri modelli economici e previsionali. Questo è lo stadio uno - ha proseguito - lo stadio due è che dobbiamo tenere contro di questo rischio nella Vigilanza del Meccanismo unico di vigilanza sulle banche (Ssm), affinché tengano a loro volta conto di questo rischio nei loro portafogli titoli».

E terzo, c'è la revisione strategica della Bce, ora sospesa per la crisi Covid «vorrei che valutassimo anche qui il rischio da cambiamento climatico. Infine - ha concluso - non è qualcosa che possiamo fare isolati». Bisogna agire in coordinamento con le altre istituzioni e le altre Banche centrali globali.

(con fonte Askanews)

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