14 novembre 2019
Aggiornato 07:00
Banche centrali

Mario Draghi lascia la BCE a Christine Lagarde: «Abbiamo bisogno di più Europa»

A Francoforte il passaggio di consegne con il successore. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarellia: «Grazie per quello che hai fatto»

Per Mario Draghi ultimo giorno in Bce: tocca a Christine Lagarde
Per Mario Draghi ultimo giorno in Bce: tocca a Christine Lagarde ANSA

FRANCOFORTE (ASKANEWS) - Un forte richiamo all'europeismo assieme a una «traccia», un suggerimento sul come procedere nella «lunga strada» verso un Bilancio comune. «Ora è il momento di avere più Europa e ci serve una Europa più forte», ha affermato Mario Draghi, nel suo intervento alla cerimonia di commiato dalla presidenza della Bce. Era il suo ultimo intervento pubblico da presidente e, fatto eccezionale, a tributargli il saluto con il massimo degli onori sono giunti a Francoforte le più cariche delle tre prime economie dell'area euro: Francia, Germania e Italia, Stati fondatori dell'Unione europea.

Matarella: «Grazie per quello che hai fatto»

Prima che Draghi parlasse sono intervenuti il presidente francese, Emmanuel Macron, la cancelliera della Germania, Angela Merkel, e il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella. «Caro Mario, come cittadino europeo desidero dirti grazie», ha detto quest'ultimo, ricordando il ruolo chiave che Draghi ha avuto nel salvare l'euro. Macron ne ha esaltato le qualità umane e la Merkel la leadership: un aspetto «cruciale» per la stabilità dell'eurozona, ha detto, e «essenziale al progetto europeo».

I ringraziamenti di Mario Draghi

Draghi a sua volta ha tributato ringraziamenti, innanzitutto allo staff della Bce, poi ai colleghi passati e attuali nel Consiglio direttivo. E infine agli stessi leader europei, che hanno sempre sostenuto l'istituzione in questi anni difficili. E, non ha mancato di notare, hanno sempre difeso l'autonomia della politica monetaria e l'integrazione europea mentre in altre grandi economie «le Banche centrali subivano le pressioni della politica», ha detto.

Il futuro dell'Unione

Ma la parte centrale dell'intervento del presidente uscente guardava al futuro dell'Unione. La strada per dotare Eurolandia di un bilancio comune «sarà lunga» e «la storia - ha rilevato Draghi - insegna che difficilmente» strumenti simili sono stati creati per il solo proposito di garantire stabilizzazione, ma piuttosto quando sono necessari a specifici obiettivi di interesse pubblico. Negli Usa è accaduto con la grande depressione degli anni '30 del secolo passato. «Forse in Europa - ha suggerito - portare una tale focalizzazione dell'interesse pubblico richiederà una causa urgente, come mitigare il cambiamento climatico».

«Abbiamo bisogno di più Europa»

«Quale che sia il percorso scelto - ha detto - è evidente che questo è il momento di avere più Europa, non meno. Intendo nelle migliori tradizioni del federalismo. Quando i risultati si possono perseguire meglio con politiche nazionali meglio lasciare le cose come stanno. Ma quando possiamo venire incontro alle legittime preoccupazione del pubblico solo assieme, allora - ha detto Draghi - ci serve una Europa più forte».

Il passaggio di consegne a Christine Lagarde

Come Merkel, Draghi ha avuto parole di elogio verso la sua erede, Christine Lagarde. Anche l'ex direttrice del Fondo monetario per parte sua ha tributato lunghi elogi al presidente uscente, promettendo che intende presiedere la Bce con la stessa «saggezza, determinazione e impegno che hai avuto». Infine il passaggio di consegne. Draghi ha dato a Lagarde un grosso campanaccio che probabilmente dovrebbe servire al presidente per imporre il silenzio durante il Consiglio direttivo, nell'eventualità di discussioni eccessivamente accese. «In otto anni non l'ho mai usato», ha scherzato.