15 ottobre 2019
Aggiornato 12:30
L'ultima lezione

Mario Draghi canta vittoria: «Chi dubitava di UE e BCE oggi è messo in discussione»

Il Presidente della BCE riceva la laurea honoris causa all'Università Cattolica di Milano: «Le nostre politiche si sono rivelate valide»

Il presidente della Bce Mario Draghi tiene una lectio magistralis dopo aver ricevuto la Laurea honoris causa in Economia dal Rettore dell'università Cattolica di Milano
Il presidente della Bce Mario Draghi tiene una lectio magistralis dopo aver ricevuto la Laurea honoris causa in Economia dal Rettore dell'università Cattolica di Milano ANSA

MILANO - Quel che è importante affinché l'Unione monetaria si evolva è che «i cittadini credano nell'Unione, ma anche che la contestino», ha affermato il presidente della Bce, Mario Draghi. E' l'atteggiamento che ha prevalso all'elezione del nuovo Parlamento europeo in cui «alla fine, il pubblico ha eletto una maggioranza pro europea», ha detto nel suo discorso al conferimento della laurea honoris causa all'Università del Sacro Cuore, a Milano.

Euro popolare come non mai

«Sono ottimista sul futuro dell'Europa», ha affermato il presidente della Bce. «Penso che col tempo essere parte dell'Ue e dell'Unione monetaria sia diventato normale per gran parte dei cittadini. L'euro è più popolare che mai - ha detto - il sostegno all'Ue tocca i valori più alti registrati dall'inizio della crisi. Nei dibattiti sul futuro dell'Europa si discute sempre meno se la sua esistenza abbia senso e assai di più - ha rimarcato Draghi - sulla via migliore per avanzare. Su queste basi la nostra Unione può durare e prosperare. La creazione dell'Unione europea, l'introduzione dell'euro e l'attività della Bce hanno incontrato molti ostacoli e dovuto fronteggiare molte critiche. Hanno dimostrato nondimeno il loro valore» e «oggi - ha continuato il presidente della Bce - sono coloro che dubitavano a essere messi in discussione».

Scema fiducia su fatti e ricerca

«Oggi viviamo in un mondo in cui la rilevanza della conoscenza per il policy making è messa in discussione. Sta scemando la fiducia nei fatti oggettivi, risultato della ricerca, riportati da fonti imparziali; aumenta invece il peso delle opinioni soggettive che paiono moltiplicarsi senza limiti, rimbalzando attraverso il globo come in una gigantesca eco. In questo contesto è più facile per i policy maker rispecchiare semplicemente quelli che egli reputa essere gli umori della pubblica opinione, sminuendo il valore della conoscenza, assumendo prospettive di breve respiro e obbedendo più all'istinto che alla ragione. Ma solitamente - ha avvertito - ciò non serve l'interesse pubblico. La lezione della storia è invece che le decisioni destinate ad avere un impatto duraturo e positivo sono basate su un lavoro di ricerca ben condotto, su fatti accuratamente accertati - ha detto Draghi - e sull'esperienza accumulata».

Misure anticrisi hanno avuto un impatto sostanziale

Le misure anticrisi messe in campo dalla Bce, tra tassi di interesse negativi e programmi di acquisti di titoli di Stato «hanno avuto un impatto sostanziale, contribuendo per 2,6 punti percentuali alla crescita del Pil nell'area dell'euro fra il 2015 e il 2018 e per 1,3 punti percentuali all'inflazione. Almeno un quinto dell'impatto complessivo sulla crescita nell'anno di picco, il 2017, è attribuibile ai tassi negativi, mentre gli acquisti di titoli - ha aggiunto - contribuiscono per la maggior parte della quota restante».

Non agire quando si compromette proprio mandato è fallire

«Anche il non agire rappresenta una decisione. Quando l'inazione compromette il mandato affidato al policy maker dai legislatori, decidere di non agire significa fallire». Draghi parlava del coraggio, una delle tre caratteristiche, assieme a conoscenza e umiltà, che i policy maker devono avere nel prendere le loro decisioni. «In molti casi i policy maker devono agire consapevoli che le conseguenze delle loro decisioni sono incerte, ma convinti che l'inazione porterebbe a conseguenze peggiori e al tradimento del loro mandato», ha proseguito. «La costituzione del Meccanismo europeo di stabilità (Esm), il varo della vigilanza bancaria europea, la creazione del Fondo di risoluzione unico sono stati tutti ostacolati adducendo problemi di azzardo morale che sarebbero discesi dalla riallocazione a livello europeo di alcune responsabilità nazionali. In retrospettiva, ai governi dell'area dell'euro non è mancato il coraggio; hanno saputo compiere i passi giusti nei momenti cruciali. L'unione monetaria - ha rivendicato Draghi - è ora più forte e gran parte delle paventate complicazioni si sono rivelate infondate».

Infondati allarmismi su aumento disuguaglianze da misure BCE

Roma, 11 ott. - Le misure anticrisi della Bce hanno inevitabilmente avuto effetti collaterali, come i tassi di interesse negativi e proprio per questi «la Bce ha recentemente corretto il tiro, introducendo un sistema a due livelli per la remunerazione delle riserve in eccesso». Tuttavia «un'accurata analisi fattuale ha mostrato come la preoccupazione di un peggioramento della diseguaglianza a seguito delle politiche non convenzionali fosse infondata - ha affermato il presidente della Bce, Mario Draghi, nel suo discorso al conferimento della laurea honoris causa all'Università del Sacro Cuore, a Milano - rafforzando la determinazione della Bce a proseguire nella stessa direzione».